Il Dipartimento della Giustizia statunitense svela la struttura d’attacco “RIS”. Tra gli accusati figurano agenti dell’FSB e reclutatori internazionali.
I servizi di intelligence di Mosca stanno pianificando un’ondata di omicidi mirati e atti di sabotaggio a livello globale, con un raggio d’azione che include sia gli Stati Uniti che i Paesi partner della NATO e dell’Occidente. A lanciare l’allarme è il Dipartimento della Giustizia americano, che ha reso noti i dettagli di una complessa operazione condotta dall’FBI per smantellare una rete di intelligence clandestina russa.
Il mirino sui Paesi filocraini e sui dissidenti
Secondo le informazioni fornite dagli inquirenti statunitensi, la minaccia riguarda possibili «atti di terrorismo contro infrastrutture civili e militari nei Paesi europei allineati, o percepiti come allineati, con l’Ucraina».
La struttura responsabile del piano è la cosiddetta rete RIS, un braccio operativo dell’apparato di sicurezza della Federazione Russa specializzato in azioni d’attacco esterne. Se storicamente l’organizzazione si è concentrata sul tracciamento e la neutralizzazione di dissidenti e disertori russi all’estero, di recente ha ampliato il proprio raggio strategico includendo le nazioni che sostengono militarmente e politicamente Kiev.
La struttura della rete e i 5 incriminati
Il piano d’azione, attivo almeno dal 2024, prevedeva l’impiego di risorse per la sorveglianza pre-operativa e il reclutamento di mercenari locali (inclusi cittadini statunitensi) da impiegare come esecutori materiali delle azioni ostili.
L’atto di accusa formale riguarda cinque individui al momento latitanti:
- Yuri Khrameev (63 anni, noto come “Colonnello Yuri”): ex colonnello dei servizi segreti russi, figura chiave nel reclutamento di esecutori per la liquidazione di dissidenti.
- Kirill Khrameev (27 anni): ufficiale in servizio presso l’FSB (Servizio di Sicurezza Federale Russo) e figlio di Yuri.
- Oemis Romagoza Durruthy (35 anni): cittadino cubano residente in Russia, coordinatore operativo per la rete RIS.
- Yaidel Delgado Suarez (35 anni, detto “Viking”): prolifico reclutatore cubano operante nello scacchiere americano.
- Angel Eduardo Castro (22 anni): cittadino venezuelano accusato di aver collaborato al tracciamento e al tentato assassinio di un noto dissidente russo negli USA.
«Proteggere chi esercita i diritti fondamentali»
«Questi imputati operavano nell’ambito di una rete globale di assassini tentacolare, attiva fino agli Stati Uniti», ha dichiarato il vice procuratore generale per la Sicurezza Nazionale, John A. Eisenberg.
Sulla stessa linea James C. Barnacle Jr., vicedirettore dell’ufficio FBI di New York, che ha sottolineato come la neutralizzazione di questa specifica cellula sia stata resa possibile grazie a un coordinamento capillare tra diverse sedi territoriali: «L’FBI resta impegnata a contrastare la repressione transnazionale ovunque si manifesti e a proteggere tutti coloro che vengono presi di mira solo per aver esercitato i propri diritti fondamentali».
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