La violazione, accertata dalle registrazioni del sistema di sorveglianza, ha comportato l’applicazione di una sanzione amministrativa
“Tolleranza zero” per l’abbandono dei rifiuti: una promessa che l’amministrazione comunale ha assunto con i cittadini all’inizio del proprio mandato e che, adesso, dimostra di aver pienamente rispettato.
Il sistema di videosorveglianza, istallato e regolarmente segnalato nel territorio comunale, ha ripreso una persona che abbandonava due sacchi rifiuti in un’area pubblica non adibita al conferimento.
La registrazione del fatto illecito ha permesso alla Polizia locale di accertare la violazione, individuare il trasgressore e procedere con la sanzione.
Per la violazione, come previsto dall’art. 66 comma 3 e 4 del Regolamento comunale di Polizia Urbana (Deliberazione C.C. n. 36 del 28-09-2020), è stata applicata una sanzione amministrativa.
“Non si tratta soltanto di uno scarso senso civico e rispetto per il decoro del proprio territorio – ha spiegato il Comandante della Polizia Locale di Caltanissetta Raffaele Campanella-. Ogni rifiuto conferito irregolarmente comporta rischi sanitari, costi ambientali ed economici per i quali pagano il prezzo tutti i cittadini”.
Un rifiuto abbandonato per strada comporta la proliferazione di animali che, come i ratti o gli insetti, possono essere portatori di malattie. I cattivi odori emanati, inoltre, svalutano l’area e si trasformano in un intollerabile elemento degrado estetico per chi vive o frequenta il quartiere.
“Tale servizio, però, deve essere percepito come misura straordinaria ed eccezionale – ha dichiarato il sindaco di Caltanissetta Walter Tesauro -. Il nostro auspicio è quello di riuscire a far comprendere l’importanza del rispetto del territorio e azzerare questi atti illeciti”.
Il Comune di Caltanissetta ricorda che disfarsi in modo improprio dei rifiuti è un reato punibile dalla legge e che, in considerazione della tipologia di rifiuti e dei soggetti coinvolti,le pene da commutare possono essere:
- per abbandono per rifiuti non pericolosi a opera di un privato l’ammenda è per 1.500 fino a 18.000 ed è previsto anche il ripristino dello stato dei luoghi;
- se la violazione viene commessa con i veicoli a motore si aggiunge anche la sospensione della patente da 4 a 6 mesi e il sequestro del mezzo utilizzato;
- se la violazione è commessa da un ente o da un’impresa il reato è punibile con l’arresto da 6 mesi a 2 anni o con l’ammenda da 3.000 fino a 27.000 euro. Questa disposizione si applica a qualsiasi soggetto che svolge un’attività economica con profitto a prescindere dalla qualifica posseduta in azienda o l’eventuale tipologia della stessa.
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