NEW YORK – Un intervento ad alta tensione politica ed emotiva quello del presidente iraniano Masoud Pezeshkian alla 81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Sul palco del Palazzo di Vetro, il leader di Teheran ha risposto con fermezza alle recenti dichiarazioni e minacce del presidente statunitense Donald Trump, rivendicando il ruolo dell’Iran come «vittima di terrorismo» e accusando l’Occidente e Israele di adottare doppi standard sulla scena internazionale.
Durante il suo discorso, Pezeshkian ha mostrato all’aula le immagini dei bambini uccisi nei recenti raid aerei e bombardamenti che hanno colpito scuole e centri abitati. «Questi bambini sono stati uccisi da armi fornite da Stati Uniti e Israele. Non avevano commesso alcun crimine», ha denunciato seccamente il presidente iraniano. Alla vista delle fotografie, la delegazione americana presente nell’aula dell’Assemblea Generale ha abbandonato la sala in segno di protesta.
Il rifiuto dell’ultimatum e il richiamo alla parità
Respingendo le accuse di Washington, che aveva definito l’Iran uno “Stato terrorista”, Pezeshkian ha ribadito la posizione di Teheran:
«L’Iran non ha mai scatenato una guerra né è mai stato un aggressore. Ci hanno imposto i conflitti, ma abbiamo dimostrato di non temere il confronto quando si tratta di difendere la nostra patria. Non ci piegheremo ai bulli che usano la forza invece del diritto internazionale.»
Il Presidente ha poi criticato duramente la gestione del dossier nucleare e il sostegno incondizionato accordato a Israele, evidenziando le contraddizioni dell’architettura di sicurezza globale: mentre Teheran viene sottoposta a continue sanzioni e ispezioni pur essendo seduta al tavolo delle trattative, a Israele — dotato di arsenale nucleare e non firmatario del Trattato di non proliferazione — vengono forniti i mezzi militari per colpire nella regione. «Non chiediamo un trattamento speciale, ma un trattamento paritario», ha puntualizzato.
Uno spiraglio diplomatico
Nonostante i toni accesi e il monito sulla difesa delle vie navigabili strategiche come lo Stretto di Hormuz, Pezeshkian non ha chiuso del tutto la porta alla diplomazia, dichiarando che l’Iran resta aperto a negoziati seri e su basi paritarie:
«Siamo pronti al dialogo, ma non accetteremo mai il linguaggio dell’intimidazione e della forza.»
Con questo passaggio, il leader iraniano lancia un messaggio diretto alla comunità internazionale: l’Iran non cederà alle pressioni unilaterali, ma resta disponibile a un confronto multilaterale che rispetti la sovranità e la stabilità dell’intera regione.
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link

Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.