Nuove misure in arrivo con il nuovo Decreto Scuola destinato a riformare la gestione dei percorsi formativi ed educativi, con un focus mirato sull’integrazione degli studenti stranieri e delle loro famiglie. Tra le norme principali figurano l’introduzione di corsi gratuiti di lingua italiana per i genitori dei ragazzi con gravi difficoltà linguistiche e sanzioni amministrative in caso di inadempienza.
Corsi gratuiti e segnalazione dei presidi
La misura stabilisce che, qualora gli studenti manifestino gravi carenze nella comprensione dell’italiano tali da comprometterne il percorso didattico, le istituzioni scolastiche debbano attivare un percorso di supporto familiare. I dirigenti scolastici avranno il compito di segnalare la situazione ai servizi sociali, i quali avvieranno per i genitori corsi di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana erogati a titolo gratuito dai Centri provinciali.
L’obiettivo dichiarato è quello di favorire l’integrazione attiva delle famiglie all’interno della comunità scolastica e garantire una continuità educativa tra le mura domestiche e l’ambiente scolastico.
Sanzioni amministrative e smentite sulle misure estreme
Le famiglie che sceglieranno di sottrarsi all’obbligo di partecipazione ai corsi rischieranno di andare incontro a sanzioni amministrative pecuniarie che vanno da 200 fino a 1.000 euro.
Nelle prime versioni e bozze del testo circolate, si era paventata l’ipotesi di una segnalazione diretta al Tribunale per i Minorenni che avrebbe potuto valutare, nei casi più gravi di mancata collaborazione, il collocamento del minore fuori dalla famiglia d’origine. Tuttavia, la misura drastica dell’allontanamento è stata fermamente smentita e depennata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, confermando che gli unici provvedimenti applicabili in caso di mancata frequenza saranno le sanzioni economiche.
Eccezioni ed esenzioni
Il testo della norma definisce anche chiare tutele per determinate categorie di utenti. L’obbligo di frequenza non si applicherà ai genitori affetti da limitazioni della capacità di apprendimento dovute all’età avanzata, a patologie particolari o a disabilità. Tali condizioni dovranno tuttavia essere debitamente certificate da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale.
Il provvedimento si inserisce in un quadro normativo più ampio che prevede anche ulteriori interventi sulla gestione delle classi ad alta presenza di alunni stranieri, tra cui l’eventuale fissazione di un tetto per classe.
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