Se a Milano dicono “via Monte Napoleone”, tutti pensano al lusso sfrenato, allo shopping d’alta moda e ai portafogli che piangono al solo sguardo. Ma noi a Caltanissetta non avevamo certo bisogno di invidiare la Lombardia: ci siamo creati il nostro personalissimo distretto dell’alta finanza e del consumo sconsiderato.
Benvenuti in via Rochester, l’unico viale nisseno dove ti viene il dubbio che il listino prezzi sia espresso in dollari anziché in euro.
Sarà per quel nome così americano, così Upper East Side, ma c’è qualcosa in questa strada che attiva un fenomeno paranormale, non appena superi l’incrocio e metti piede sul marciapiede di Via Rochester, il valore di mercato di qualsiasi bene di consumo subisce un’inflazione stile Wall Street.
Pensavi di prendere un semplice hamburger? Sbagliato. In via Rochester non stavi comprando un hamburger: stavi acquistando una “gourmet burger experience” benedetta dal mito americano. Il pane sembrava ricoperto di pulviscolo dorato e la carne ha palesemente un pedigree.
L’effetto si estendeva persino ai beni più popolari dell’autunno: le castagne. In qualsiasi altro angolo di Caltanissetta, un caldarrosaro ti dà un cartoccio per due spiccioli o quasi. In via Rochester, le castagne te le pesavano con il bilancino dei gioiellieri. Due caldarroste, una scorza e un mutuo a tasso variabile, grazie. E i dolciumi? Entrare in pasticceria o al bar qui ti faceva sentire un investitore che stava scommettendo i risparmi di una vita su quattro caramelle.
Ma il vero capolavoro del capitalismo nisseno si raggiunge se ti viene la malaugurata idea di andare in piscina.
Un tuffo in Via Rochester non è un semplice allenamento di nuoto: è una seduta di idroterapia esclusiva per magnati dell’industria. Appena indossi la cuffia ti aspetti che l’acqua sia stata importata direttamente dall’Hudson o che subito appena dopo ti arrivi un accertamento fiscale.
Per non parlare del Luna Park, che tecnicamente è un “prolungamento” naturale di Via Rochester e che ha evidentemente ereditato lo stesso Dna finanziario della strada. Salire su una giostra qui non è un semplice momento di svago per famiglie, ma una transazione ad alto rischio per il vostro conto bancario. I prezzi dei biglietti hanno raggiunto vette da ottovolante borsistico, mentre la durata della corsa è stata ridotta ai minimi termini: fai in tempo a sederti, allacciarti la cintura, e appena preso il via senti già il giostraio urlare al microfono “altro giro altra corsa” per far salire i prossimi clienti. Praticamente paghi al secondo come nei vecchi telefoni a gettoni, ma con l’adrenalina extra di vedere il tuo credito residuo azzerarsi a velocità supersonica.
La teoria ormai è scientificamente confermata: è tutta colpa del nome.
Quando il nisseno medio sente “Rochester”, nella sua mente scatta il cortocircuito: “Ah, ma allora siamo negli States”. E chi frequenta Via Rochester, automaticamente, smette di essere un cittadino qualunque e diventa “l’Americano”. Un po’ come Alberto Sordi, ma al contrario: qui ti presentano il conto in stile Manhattan, ti guardano negli occhi e ti fanno capire che, per passeggiare sotto quel cartello stradale così d’élite, ci vuole il portafoglio di un petroliere.
Nel dubbio, la prossima volta che volete un panino, delle caramelle, fare un giro al Luna Park o un tuffo in piscina senza dover chiedere un prestito consolidato, ricordatevi che il resto della città rispetta ancora la valuta europea. Ma se volete sentirvi dei milionari in trasferta a New York per una mezz’oretta, via Rochester vi aspetta a braccia aperte… e con il POS già pronto.
Oramai manca davvero solo l’ultimo tassello per completare l’opera: l’istituzione dell’accesso e del parcheggio a pagamento obbligatorio, magari con un bel Varco-ZTL (Zona a Tariffazione Limitata) riservata ai soli possessori di una carta di credito gold. Così, per entrare anche solo con la macchina a salutare un amico, ci toccherà pagare il pedaggio d’ingresso come all’entrata di Manhattan.
Solo quando verranno finalmente riformulate le tariffe della piscina, rendendole davvero accessibili e alla portata di tutte le tasche, potremo finalmente tirare un sospiro di sollievo e dire che via Rochester è tornata a parlare in euro e non più in dollari. Ad Maiora
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link

Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.