Via libera definitivo dal Senato al provvedimento che riordina le regole sulla fruizione dei riposi nel pubblico impiego, tra responsabilità della dirigenza e limiti ai rimborsi monetari. Tutte le novità contenute nel provvedimento.
Il Senato ha approvato in via definitiva il Decreto PA, confermando la fiducia al Governo con 95 voti favorevoli, 53 contrari e 2 astenuti. Il testo, che tocca diversi settori della macchina statale e della gestione delle emergenze, introduce novità rilevanti nel rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici, a partire da una sostanziale revisione del regime delle ferie, dei permessi e dei riposi non goduti.
Ferie non godute e indennità: le nuove regole per la PA
Il cuore normativo dell’intervento riguarda la disciplina delle ferie non fruite. La nuova impostazione fissa principi chiari su ruoli, responsabilità e indennizzi monetari:
- Responsabilità organizzativa del datore di lavoro: Le amministrazioni pubbliche sono tenute a pianificare e garantire concretamente le condizioni affinché ogni lavoratore possa fruire interamente dei giorni di riposo e dei permessi spettanti nel corso dell’anno.
- Stop ai rimborsi automatici: La trasformazione delle ferie non godute in indennità finanziaria (la cosiddetta monetizzazione) diventa un’eccezione circoscritta esclusivamente alla cessazione del rapporto di lavoro, rimanendo comunque soggetta a rigorosi limiti normativi.
- Perdita dell’indennità per scelta del lavoratore: Il decreto specifica le condizioni che portano alla perdita del diritto al compenso sostitutivo a fine carriera. Se il dipendente, pur essendo stato messo formalmente e operativamente nelle condizioni di fruire del proprio monte ferie, decide in modo consapevole di non farlo entro i termini previsti, decade da qualsiasi rimborso economico.
Dirigenti e risorse per la formazione
Sul fronte della dirigenza pubblica, il provvedimento introduce un meccanismo di riallocazione delle risorse: i risparmi e le economie di spesa derivanti dalle decurtazioni o dalla graduazione della retribuzione di risultato legate alla valutazione delle performance non andranno perduti, ma verranno vincolati al finanziamento della formazione dei dirigenti stessi.
Gli altri interventi previsti nel decreto
Trattandosi di un provvedimento a carattere ampio, il testo approvato contiene una serie di misure volte a rispondere a diverse esigenze del Paese:
- Sicurezza e controlli di frontiera: Inserito un piano di reclutamento straordinario nella Polizia di Stato con l’ingresso di 500 tra agenti e assistenti, destinati specificamente al potenziamento dei servizi di verifica e presidio alle frontiere e alla gestione dei flussi migratori.
- Scuola e reclutamento dei docenti: Prorogato fino all’anno scolastico 2027/2028 il regime transitorio per le scuole paritarie. Chi ha maturato almeno tre anni di servizio negli ultimi dieci anni potrà continuare ad accedere all’insegnamento anche senza abilitazione, qualora non abbia potuto iscriversi ai percorsi abilitanti ordinari a causa della mancata attivazione dell’offerta formativa.
- Enti locali in dissesto: Nuove flessibilità per i Comuni e gli enti in grave crisi finanziaria, che potranno contrarre mutui per coprire i debiti fuori bilancio. Contestualmente, viene introdotto l’obbligo di approvare il bilancio stabilizzato insieme al rendiconto dell’ultimo esercizio.
- Emergenze sul territorio: Spazio a norme dedicate sia alla gestione del fenomeno del bradisismo nell’area dei Campi Flegrei, sia all’accelerazione e al sostegno dei processi di ricostruzione nei territori del Centro Italia colpiti dal sisma del 2016.
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