L’autunno porta con sé una nuova e drammatica fase del conflitto in Ucraina. Secondo una ricostruzione del New York Times basata su documenti intercettati dall’intelligence ucraina, il Cremlino punta a un’offensiva sistematica contro le infrastrutture critiche per mettere in ginocchio il Paese con l’arrivo del freddo.
Con l’inizio della stagione fredda, le forze armate russe hanno intensificato gli attacchi aerei sulle infrastrutture energetiche e idriche dell’Ucraina. Una strategia deliberata che punta a stremare la popolazione civile, compromettere il morale nazionale e paralizzare la macchina bellica e logistica di Kiev.
Obiettivi primari dell’offensiva sono i grandi centri urbani, tra cui Kiev, Kharkiv e Odessa, già finiti sotto il tiro di droni e missili nelle ultime ore con estesi blackout e interruzioni nell’erogazione dell’acqua potabile.
Il documento riservato e il piano in tre fasi
A rivelare la portata della minaccia è stato il ministro dell’Energia ucraino, Denys Shmyhal, presentando a Parigi un documento riservato dell’intelligence alle cancellerie europee. Il piano di Mosca prevedrebbe l’impiego massiccio di oltre 1.000 tra missili balistici, droni kamikaze e bombe guidate.
L’operazione russa si snoderebbe lungo tre direttrici sequenziali:
- Isolamento dalla rete europea: la prima fase mira a colpire le sottostazioni elettriche posizionate lungo i confini occidentali dell’Ucraina, recidendo i collegamenti che permettono a Kiev di importare energia dai Paesi UE.
- Attacco al sistema idroelettrico: una volta isolato il Paese, i raid si concentreranno sulle grandi centrali idroelettriche per provocare il crollo della produzione interna.
- Messa fuori servizio delle centrali nucleari: l’ultima e più rischiosa fase prevede il bombardamento delle stazioni di connessione che collegano le tre centrali nucleari attive alla griglia nazionale, disattivando di fatto la spina dorsale energetica del Paese.
La novità: sotto tiro anche le risorse idriche
Oltre alle reti elettriche e termiche, il piano di Mosca introduce un elemento del tutto inedito: la stoccata al sistema idrico. L’obiettivo è colpire in modo capillare le stazioni di pompaggio e gli impianti di trattamento delle acque reflue. A Kiev cresce l’allarme per l’impatto sanitario e logistico di un’eventuale paralisi della rete idrica, un ambito per il quale il Paese dispone di limitate capacità di ripristino rapido.
Le contromisure di Kiev e le incognite sull’inverno
Di fronte alle minacce esplicite di Vladimir Putin — che ha giustificato l’offensiva come ritorsione per gli attacchi ucraini alle raffinerie russe —, il governo di Zelensky ha investito centinaia di milioni di dollari per fortificare i siti critici, riparare i danni pregressi e decentrare la produzione elettrica con unità di generazione più piccole e difficili da individuare.
Tuttavia, l’intensità della potenza di fuoco russa rischia di travolgere i sistemi di difesa aerea ucraini. Come evidenziato da Olena Pavlenko, analista del centro studi DiXi Group, affrontare questa stagione invernale con un’infrastruttura già duramente provata equivale a “correre una maratona con un solo polmone”.
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