Volano accuse pesanti e stracci tra il Movimento 5 Stelle e la maggioranza al Senato e alla Camera. Al centro della bufera il senatore ed ex magistrato Roberto Scarpinato, finito nel mirino di FdI per una nota dei giudici nell’ambito dell’inchiesta mafia-appalti.
ROMA — Il clima politico attorno alla Commissione Antimafia e al Copasir ha raggiunto il punto di ebollizione. La giornata di accesi scontri parlamentari tra il Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia culmina con l’annuncio dell’ex procuratore e oggi senatore pentastellato Roberto Scarpinato, pronto a sporgere querela per diffamazione nei confronti del deputato di FdI e sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro.
La scintilla e le accuse di Delmastro
La miccia è stata innescata da un video diffuso sui canali social da Andrea Delmastro. Nel filmato, l’esponente di FdI attacca Scarpinato contestandogli due episodi legati al suo passato da magistrato:
- Una presunta richiesta di archiviazione datata luglio 1992 inerente al filone mafia-appalti, indagine su cui lavorava il giudice Paolo Borsellino prima di essere ucciso in via D’Amelio.
- La vendita, risalente al 1996, di un immobile in comproprietà a una società riconducibile alla moglie di un soggetto indagato nella medesima inchiesta.
La mossa del parlamentare di maggioranza si inserisce nel solco della richiesta avanzata da Fratelli d’Italia di dimissioni o rimozione di Scarpinato sia dalla Commissione Antimafia che dal Copasir, motivata dalle recenti valutazioni del gip di Caltanissetta che — nell’archiviare l’inchiesta sulla pista mafia-appalti — ha fatto riferimento a presunte “attività depistanti” in merito alle indagini sulla strage di via D’Amelio.
La replica di Scarpinato: “Accuse false, rinunci all’immunità”
Non si è fatta attendere la dura controriposta dell’ex magistrato antimafia, che risponde alle contestazioni definendole destituite di ogni fondamento:
“Delmastro non riesce a stare lontano dalle aule dei tribunali. Le sue sono accuse false per le quali altre persone sono già state condannate o rinviate a giudizio. Io i mafiosi li ho indagati, processati e fatti condannare.”
Scarpinato ha quindi invitato Delmastro a rinunciare all’immunità parlamentare per affrontare la querela e ha sollecitato FdI a rendere pubbliche le chat tra il deputato meloniano e Mauro Caroccia, figura finita sotto i riflettori delle procure per presunti contatti con ambienti della criminalità organizzata.
Bagarre alla Camera e al Senato
Il botta e risposta personale è stato preceduto da sedute ad altissima tensione in entrambe le aule del Parlamento:
- Al Senato: Il capogruppo del M5S Luca Pirondini ha strappato apertamente in Aula la richiesta formalizzata da FdI di dimissioni per Scarpinato, definendo il senatore “un eroe dell’antimafia”. Pirondini ha mostrato la foto della presidente dell’Antimafia Chiara Colosimo assieme a Luigi Ciavardini (ex NAR condannato per la strage di Bologna) ed è arrivato a uno scontro verbale acceso con la ministra Daniela Santanchè.
- Alla Camera: Il parlamentare pentastellato Riccardo Ricciardi ha rivendicato con forza la presenza di Scarpinato nelle istituzioni antimafia, lanciando pesanti affondi storici e politici verso i banchi della destra attorno al tema delle stragi di Stato. Pronta la replica di Galeazzo Bignami e di Federico Mollicone (FdI), che hanno respinto le accuse al mittente bollando gli attacchi del M5S come “caciara e diffamazioni”.
La spaccatura sulla gestione della memoria storica, delle inchieste sulle stragi e sull’agibilità politica dell’Antimafia resta apertissima, profilando nuovi strascichi sia sul piano istituzionale che giudiziario.
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