Scontro al largo di Cipro. Gli organizzatori denunciano spari contro le imbarcazioni umanitarie dirette a Gaza. Il governo italiano chiede l’immediato rilascio dei connazionali, mentre Washington applica nuove sanzioni.
Nuova e drammatica escalation nel Mediterraneo orientale. La Global Sumud Flotilla, la spedizione pacifista partita con l’obiettivo di sfidare il blocco navale e portare aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza, è stata intercettata e abbordata dalle forze militari israeliane (IDF). Il bilancio provvisorio dell’operazione, avvenuta al largo delle coste di Cipro, parla del fermo di decine di attivisti internazionali, tra cui ben 27 cittadini italiani.
Secondo quanto riferito dai portavoce della Flotilla, il blitz dell’esercito israeliano è scattato con modalità estremamente decise. Gli attivisti denunciano che le forze di Tel Aviv avrebbero esploso colpi d’arma da fuoco per intimorire gli equipaggi e costringere le sei imbarcazioni della spedizione a fermarsi. Tra i natanti posti sotto sequestro figurerebbe anche un’imbarcazione battente bandiera italiana.
“Non possiamo più consentire a Israele tutte queste violazioni del diritto internazionale”, hanno commentato con durezza i coordinatori della Ong in una nota ufficiale, lanciando un appello globale: “Fermiamo Israele per liberare gli equipaggi della Flotilla e porre fine a queste inaccettabili violenze”. Al momento, secondo i tracciati radar monitorati dai canali ufficiali della spedizione, tre imbarcazioni del convoglio sarebbero ancora in navigazione nel tentativo di raggiungere le coste palestinesi. Durante le convulse fasi dell’approccio, l’Idf avrebbe inoltre tentato di disturbare e oscurare le frequenze radio dei pacifisti trasmettendo a ripetizione musica pop, in particolare brani di Britney Spears.
I 27 italiani fermati sarebbero attualmente in fase di trasferimento verso il porto israeliano di Ashdod. La notizia ha immediatamente attivato la macchina diplomatica di Roma. Il Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha espresso forte apprensione e ha chiesto formalmente spiegazioni a Tel Aviv: “Chiediamo che vengano immediatamente rilasciati i cittadini italiani che sono stati fermati”, ha dichiarato il capo della Farnesina, confermando che l’Unità di Crisi è costantemente al lavoro per monitorare le condizioni di salute e la tutela legale dei nostri connazionali.
La vicenda sta sollevando accese polemiche anche sul fronte interno, con le opposizioni che chiedono al governo una condanna ancora più ferma e sanzioni contro quello che viene definito, da più parti, un “atto illegittimo in acque internazionali”.
Di parere diametralmente opposto sono invece gli Stati Uniti. L’amministrazione americana ha ribadito il pieno sostegno alle operazioni di sicurezza israeliane e ha annunciato sanzioni mirate contro quattro figure chiave associate all’organizzazione della Flotilla.
Il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha liquidato l’iniziativa umanitaria con parole durissime: “La flotilla filo-terroristica che sta tentando di raggiungere Gaza è un tentativo ridicolo di minare i progressi del presidente Trump per una pace duratura nella regione”.
Mentre le diplomazie internazionali cercano una difficile mediazione per il rimpatrio dei civili europei, le prossime ore saranno decisive per comprendere lo stato di detenzione dei 27 italiani e gli sviluppi giudiziari che le autorità israeliane intendono muovere contro di loro.
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