È il giorno del decisivo faccia a faccia a Roma tra il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. Un incontro ad alta tensione politicacon la presenza del commissario regionale del partito, Nino Minardo.
Le tensioni interne e la regia politica
Le frizioni nascono dai difficili equilibri interni a Forza Italia in Sicilia. Schifani considera Minardo il principale ostacolo a una sua ricandidatura per un secondo mandato, tanto da averne chiesto inutilmente la rimozione. La risposta dei vertici è stata però un netto rifiuto: Tajani e Minardo parteciperanno insieme al meeting del PPE a Taormina.
A fronte di queste aperture mancate, Schifani giunge a Roma manifestando una forte irritazione e facendo trapelare la concreta prospettiva di dimissioni anticipate. Da parte sua, Tajani cercherà di mediare per evitare un crollo immediato dell’esecutivo regionale, chiedendo quantomeno di rimanere in carica fino all’approvazione della Manovra finanziaria all’ARS. L’ipotesi sul tavolo per rassicurare i deputati regionali (in particolare quelli alla prima legislatura) è di slittare il passo indietro per consentire la maturazione dei requisiti del vitalizio.
In cambio, a Schifani potrebbero essere offerte opzioni future come una candidatura al Senato o un ruolo da sottosegretario, sebbene tali garanzie appaiano al momento molto sfumate.
La contromossa sulla Fondazione Giglio
Sullo sfondo si muovono le pedine per le nomine e i riassetti di potere. Tra i segnali di tensione figurano le dimissioni del presidente della Fondazione Giglio di Cefalù, Victor Mario Di Maria. Se seguite da quelle di altri due componenti del CdA, l’organo decadrebbe, permettendo la nomina di un nuovo vertice per i prossimi tre anni. Tra i nomi in pole position c’è l’ex senatrice Simona Vicari, mossa interpretata da molti come un tentativo del governatore di blindare una figura a lui fedelissima prima di un eventuale addio.
L’inchiesta Armao e la polemica sulla costituzione di parte civile
Ad appesantire il quadro politico si aggiungono due fronti giudiziari ed etico-politici:
- Il caso Gaetano Armao: L’inchiesta sul docente ed ex vicepresidente – interrogato dal gip – sembra aver definitivamente accantonato l’ipotesi di una futura candidatura di Schifani alla vicepresidenza del CSM.
- Il caso Amata: Scoppia la polemica sulla scelta della Regione Siciliana di non costituirsi parte civile nel processo contro l’assessora al Turismo, Elvira Amata. Nonostante le rassicurazioni di facciata da Palazzo d’Orleans – che minimizza parlando di scelta non pregiudizievole per le richieste di risarcimento in sede civile –, la mossa ha sollevato forti proteste da parte delle opposizioni.
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