La rabbia e le rivendicazioni del comparto agricolo e zootecnico siciliano sono arrivate con forza nel cuore del capoluogo. Oltre 3.500 agricoltori e allevatori, giunti da diverse province dell’isola e guidati da Coldiretti, si sono dati appuntamento davanti al palazzo dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) in Piazza del Parlamento. La mobilitazione punta a far pressione sulle istituzioni in concomitanza con la discussione sulle variazioni di bilancio, chiedendo risposte immediate e lo sblocco di risorse vitali per la sopravvivenza del settore.
Le Radici della protesta: Un settore in ginocchio
La mobilitazione affonda le sue radici in una crisi strutturale ed economica complessa che sta travolgendo le campagne siciliane. Tra i principali fattori di sofferenza denunciati dai manifestanti figurano:
- La Crisi del Grano e la Forchetta dei Prezzi: I cerealicoli denunciano il crollo del prezzo alla stalla/campo, con il grano duro pagato ai produttori a cifre irrisorie (intorno ai 20 centesimi al chilo), ampiamente al di sotto dei costi effettivi di produzione sostenuti per la semina e la mietitura. Si registra una sproporzione netta tra i compensi riconosciuti a chi lavora la terra e il costo finale sostenuto dai consumatori sui banchi della grande distribuzione, oltre all’impatto delle importazioni da Paesi extra-UE.
- Caro Carburanti e Aumento dei Costi Operativi: L’impennata del costo del gasolio agricolo e dei carburanti (con prezzi che superano i 2 euro al litro alla pompa) sta rendendo insostenibile l’utilizzo dei trattori e dei macchinari. A questo si aggiungono i pesanti rincari di fertilizzanti, fitofarmaci e mangimi per il bestiame.
- Emergenza Idrica e Incuria delle Infrastrutture: La Sicilia affronta una drammatica e prolungata siccità che lascia gli invasi a secco. Gli agricoltori sottolineano anche i ritardi strutturali dei Consorzi di Bonifica e le perdite lungo le reti irrigue, dove una quota consistente della risorsa idrica va dispersa prima di raggiungere le coltivazioni.
- Ritardi Burocratici e Blocco degli Indennizzi: Si denunciano la lentezza della burocrazia regionale e i forti ritardi nello sblocco dei contributi e dei ristori straordinari (come i bonus carburante e le misure per l’emergenza acqua), essenziali per garantire liquidità immediata alle imprese.
Le dichiarazioni dalla piazza
“Servono interventi urgenti contro l’aumento spropositato dei costi aziendali e lo sblocco immediato degli indennizzi. I nostri agricoltori e allevatori non possono più sostenere costi di produzione superiori ai ricavi, mentre l’emergenza idrica sta mettendo a rischio il futuro di intere filiere eccellenti dell’isola.”
La manifestazione punta a ottenere un tavolo istituzionale d’urgenza con il Governo regionale e i capigruppo dell’ARS per approvare stanziamenti straordinari all’interno della manovra di bilancio attualmente in aula.
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