È scattata alla mezzanotte di venerdì 16 ottobre la protesta degli autotrasportatori in Sicilia. Organizzato dal Comitato Trasporto Siciliano al di fuori delle sigle sindacali tradizionali, il fermo dei mezzi pesanti è previsto dal 16 al 20 ottobre, ma tra i manifestanti serpeggia già l’ipotesi di una proroga ad oltranza se non arriveranno risposte concrete dalle istituzioni.
Le ragioni della protesta
Alla base dello stop c’è l’esplosione dei costi digestione per il settore logistico:
- Carburante alle stelle: Il prezzo del gasolio ha toccato quota 2,30 €/l, traducendosi in un sovraccosto stimato di circa 1.000 euro per singolo pieno.
- Traghetti e traversate: Agli aumenti del carburante si sommano i rincari dei biglietti dei collegamenti marittimi con il continente (un aggravio ulteriore di circa 700 euro a viaggio).
- Richieste al Governo: La categoria sollecita interventi immediati su accise, credito d’imposta per il gasolio e un calo dei prezzi delle tratte navali per l’insularità.
La situazione attuale: porti e snodi logistici paralizzati
Nonostante la forma ufficiale preveda la sosta dei tir nei piazzali aziendali e l’assenza di blocchi stradali sistematici, le ripercussioni sul traffico merci sono immediate:
- Porti di Palermo, Messina e Catania: I tir sono fermi negli scali e sui piazzali dell’Interporto. Le navi cargo arrivate non vengono scaricate, con tir e merci agroalimentari bloccati sulle banchine.
- Poli logistici e zone industriali: A Catania, Gela e nei principali centri di smistamento dell’Isola si registrano fortissimi rallentamenti ed enormi concentrazioni di vetture pesanti.
I rischi principali per l’Isola
La dipendenza della Sicilia dal trasporto merci su gomma (oltre l’80% delle merci viaggia su autocarro) espone la regione a ripercussioni a catena veloci e severe:
- Rischio “Scaffali Vuoti” nei Supermercati: I centri di distribuzione della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) lavorano con scorte minime. Se la logistica rimane ferma, entro 48-72 ore si potrebbero verificare carenze di prodotti freschi (latte, carne, frutta e verdura).
- Psicosi Rifornimenti e Corsa al Carburante: Già dalle prime ore di venerdì si registrano code in diversi impianti di distribuzione carburanti nell’Isola, con alcune pompe che hanno temporaneamente esaurito le scorte di gasolio per via del picco improvviso di domanda preventiva dei cittadini.
- Danno alla Filiera Ortofrutticola ed Agricola: La Sicilia è in piena stagione di raccolto per diverse colture agricole. I prodotti deperibili bloccati nei piazzali o nei magazzini rischiano di marcire prima di raggiungere i mercati del Centro-Nord Italia ed esteri, con perdite milionarie per i produttori locali.
Cosa aspettarsi nelle prossime ore?
Le prossime 24-48 ore saranno decisive per capire l’impatto reale nei punti vendita e ai distributori. La pressione politica si sta alzando, e si attendono possibili tavoli di crisi nazionali e regionali per scongiurare un blocco prolungato della filiera agroalimentare ed energetica nell’isola.
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