I blocchi dell’autotrasporto contro i rincari del carburante minacciano la filiera alimentare e i beni di consumo. Le associazioni di categoria lanciano l’allarme per la shelf life dei prodotti freschi, mentre l’attenzione è rivolta al tavolo di confronto con il governo.
I prolungati blocchi dei camionisti e degli agricoltori, in protesta contro le impennate dei prezzi dei carburanti, iniziano a far sentire il loro impatto concreto sulla distribuzione commerciale. L’allarme principale riguarda il Mezzogiorno, dove in diverse città iniziano già a vedersi i primi scaffali semivuoti, ma l’impatto rischia di estendersi velocemente a tutto il Paese.
Filiera alimentare in sofferenza e impianti fermi
A lanciare una forte nota di preoccupazione è Unione Italiana Food (aderente a Confindustria), che evidenzia gravissimi disagi per le aziende del settore alimentare, in particolare quelle attive nel comparto dei prodotti deperibili. A soffrire maggiormente sono le lavorazioni ad alta freschezza e la cosiddetta IV gamma (frutta e verdura pronte al consumo): la protesta genera una doppia criticità, ostacolando sia il reperimento della materia prima nei campi, sia la consegna del prodotto finito nei punti vendita. In alcune delle aree maggiormente interessate dai blocchi si registra persino il fermo temporaneo degli impianti produttivi.
Confcommercio e Conftrasporto: “Comprendiamo i disagi, ma serve garantire la libera circolazione”
Un quadro analogo è stato delineato da Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto. Russo ha sottolineato come la stasi delle merci stia impattando non soltanto sui generi di prima necessità e sui prodotti freschi, ma stia rallentando anche le consegne di beni durevoli, dagli elettrodomestici all’elettronica di consumo.
“Comprendiamo le ragioni e il forte disagio degli autotrasportatori, gravati da aumenti dei costi di carburante ed energia ormai insostenibili”, ha dichiarato Russo. “È indispensabile un sostegno urgente al settore, ma allo stesso tempo occorre garantire la continuità dei fornimenti e la libera circolazione delle merci, per evitare che il peso della protesta si scarichi su altre imprese e sulle famiglie.”
Gli occhi di tutta la filiera sono ora puntati sull’incontro convocato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal ministro Matteo Salvini.
L’auspicio condiviso dalle associazioni industriali e di categoria è che dal tavolo di negoziazione scaturiscano risposte immediate e misure di sostegno concrete, capaci di sbloccare i nodi della protesta e scongiurare che la crisi dell’autotrasporto degeneri in un’emergenza generalizzata per i consumatori e per la stabilità economica del Paese.
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