Sulla questione legata all’assegnazione della sede del quarto Policlinico universitario della Sicilia, il dibattito politico rischia di scivolare nell’ennesimo scontro di campanile. A fare il punto della situazione e a riportare l’attenzione sui fatti normativi e contabili è Alessandro Maira, vicepresidente del Consorzio Universitario di Caltanissetta.
In un intervento social, di ieri sera, destinato a far discutere, Maira stronca le polemiche delle ultime ore, definendole tentativi di «cercare consenso facile» attraverso accuse di fallimento e richieste di dimissioni che dividono il territorio invece di unirlo.
«SPOILER: 1 milione di euro su un’opera da centinaia di milioni non compra nemmeno la posa della prima pietra»
La chiarezza sui testi normativi
Prima di gridare allo scandalo, sottolinea Maira, è necessario ripartire dai dati certi e dalle leggi in vigore:
- La norma di riferimento: L’articolo 41 della Legge Regionale n. 2/2023 stabilisce in modo chiaro che la decisione sulla sede del 4° Policlinico spetta a un’intesa formale tra gli Assessorati regionali alla Salute e all’Istruzione e le Università coinvolte.
- Nessuna modifica in atto: Ad oggi, nessun emendamento ha cambiato o scalfito questo impianto normativo.
L’emendamento da 1 milione di euro: «Ci progetti al massimo il portone»
Sulla recente approvazione dell’emendamento da un milione di euro destinato alla progettazione e al potenziamento tecnologico dell’ospedale di Enna, il vicepresidente del Consorzio invita a una lettura pragmatica delle cifre:
- Somme preliminari: Il finanziamento riguarda esclusivamente specifici interventi di progettazione locale.
- Proporzioni economiche: Per una struttura complessa dal valore stimato di centinaia di milioni di euro, un milione rappresenta una goccia nel mare. «Se va bene ci progetti il portone d’ingresso!», osserva Maira, rimarcando come sia assolutamente fuori dalla realtà scambiare una risorsa per opere preliminari con l’assegnazione definitiva della sede.
Caltanissetta farà valere le sue ragioni
L’invito finale di Alessandro Maira è rivolto alla responsabilità istituzionale e alla politica del territorio: stop alle polemiche sterili e spazio ai criteri oggettivi e trasparenti.
«La sede definitiva non è stata ancora individuata», conclude Maira, «e Caltanissetta ha tutto il diritto di far valere le sue ragioni, e lo farà con fermezza dove opportuno. Il resto sono solo sterili e strumentali polemiche».
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