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Sanità e Quarto Policlinico: “scontro” tra Enna e Caltanissetta, la città invoca chiarezza e prepara le barricate. Domani consiglio comunale nonotematico

Autore: Sergio Cirlinci Visualizzazioni: 58 Tempo di lettura: 9 Pubblicato il: 28/10/2026 07:09
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La mappa della sanità universitaria e dell’assistenza ad alta complessità in Sicilia potrebbe presto ridisegnarsi, ma la nascita del quarto Policlinico dell’isola, destinato a servire l’area centrale, si sta trasformando in un acceso braccio di ferro politico, normativo e territoriale tra le province di Enna e Caltanissetta.

Contents
L’accelerazione di Enna: un milione per la progettazioneLa trincea di Caltanissetta: il peso dell’Ospedale Sant’EliaLa frenata della Regione: “Fondi non significano sede”Il vero arbitro è a Roma: il vincolo del DM 70L’ipotesi del “Policlinico Diffuso” e l’impatto sugli studentiLe criticità insormontabili per gli studentiIn attesa del Consiglio Comunale: la città chiede chiarezza

L’approvazione di un emendamento lampo all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) ha riacceso i motori di una contesa che vede opposti, da un lato, il dinamismo accademico dell’Università Kore di Enna e, dall’altro, la superiorità clinica ed emergenziale del presidio ospedaliero nisseno.

L’accelerazione di Enna: un milione per la progettazione

La scintilla è scoccata all’ARS durante il voto sul disegno di legge “Coesione e crescita”. Un emendamento trasversale ha stanziato un milione di euro a favore dell’ASP di Enna per avviare lo studio di fattibilità e la progettazione del Policlinico universitario presso l’ospedale Umberto I. I rappresentanti politici del territorio ennese hanno esultato parlando di un “traguardo storico”.

La forza della proposta di Enna risiede nella spinta propulsiva dell’Università Kore, che negli ultimi anni ha avviato una massiccia operazione di “clinicizzazione” della struttura, introducendo oltre 14 docenti e professori universitari all’interno dei reparti ospedalieri per consolidare la propria facoltà di Medicina.

La trincea di Caltanissetta: il peso dell’Ospedale Sant’Elia

La reazione del territorio nisseno non si è fatta attendere. Il Consorzio Universitario, la politica locale e la direzione dell’ASP di Caltanissetta difendono una priorità assistenziale e di rete d’emergenza consolidata nel tempo.

L’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, a differenza dell’Umberto I di Enna (struttura di I Livello), rappresenta l’HUB di riferimento per le grandi emergenze e la traumatologia dell’intera Sicilia centrale. Il presidio nisseno possiede già specialità cliniche di alta complessità indispensabili per la formazione dei medici specializzandi.

Inoltre, Caltanissetta vanta un solido legame ventennale con la facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Palermo, che vede nel polo didattico e clinico del Sant’Elia un perno strategico per la formazione decentrata.

La frenata della Regione: “Fondi non significano sede”

A gettare acqua sul fuoco dei trionfalismi è intervenuto direttamente l’Assessorato regionale alla Salute. Con una nota ufficiale, i tecnici della Regione hanno chiarito che il milione di euro stanziato all’ARS per l’ASP di Enna costituisce esclusivamente un capitolo per uno studio di fattibilità preliminare e non sancisce in alcun modo l’assegnazione definitiva della sede del Policlinico.

Dall’Assessorato è stata infatti rilevata una netta incoerenza tra la norma approvata nei corridoi dell’ARS e la pianificazione complessiva della rete ospedaliera siciliana, congelando gli entusiasmi e precisando che le scelte di programmazione non si fanno per emendamento.

Il vero arbitro è a Roma: il vincolo del DM 70

La partita decisiva non si giocherà a Palermo, ma a Roma. La proposta della Nuova Rete Ospedaliera della Regione Siciliana è infatti al vaglio del cosiddetto “Tavolo DM 70”, la commissione paritetica dei Ministeri della Salute e dell’Economia.

Il DM 70 è il regolamento italiano che definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi dell’assistenza ospedaliera per la riorganizzazione della rete del Servizio Sanitario Nazionale (SSN)

Questo organo di controllo verifica il rispetto rigoroso dei parametri nazionali di spesa, dei bacini d’utenza e degli standard minimi di efficienza. Senza il semaforo verde ministeriale e il rispetto dei parametri di bacino d’utenza nazionali, nessun quarto Policlinico potrà mai nascere giuridicamente ed operativamente.

L’ipotesi del “Policlinico Diffuso” e l’impatto sugli studenti

Per evitare una paralisi istituzionale e superare i campanilismi, tra i tecnici e in alcuni ambienti politici si continua a valutare una terza via: il “Policlinico diffuso”, anche se anni fa l’idea fu bocciata per le difficoltà logistiche.

Sulla carta, questa soluzione vorrebbe rappresentare un compromesso salomonico:

  • Sede legale e accademica a Enna, valorizzando la facoltà di Medicina della Kore.
  • Rete assistenziale integrata, unendo i reparti dell’Umberto I di Enna con i servizi di alta specializzazione (come la Neurochirurgia e la Chirurgia Vascolare) del Sant’Elia di Caltanissetta.

Le criticità insormontabili per gli studenti

Se nei palazzi della politica il “Policlinico diffuso” viene presentato come la soluzione ideale per accontentare entrambi i territori, dal punto di vista didattico e logistico rischia di trasformarsi in un ostacolo insostenibile per la formazione degli studenti di Medicina.

       [ LEZIONI TEORICHE ]               [ TIROCINI E REPARTI HUB ]
        Università Kore (Enna)   <----->   Ospedale Sant'Elia (Caltanissetta)
                                (~35-40 km)

Un modello a geometria variabile distribuito su due province diverse comporta problematiche concrete:

  1. Incastri orari e mobilità quotidiana: La formazione medica richiede una presenza costante sia nelle aule universitarie che nelle corsie di reparto. Dover seguire le lezioni teoriche ad Enna ed effettuare i tirocini o le guardie al Sant’Elia di Caltanissetta costringerebbe gli studenti a continui spostamenti quotidiani, rendendo quasi impossibile conciliare la frequenza dei corsi con i turni ospedalieri.
  2. Costi e trasporti insufficienti: La mancanza di un collegamento di trasporto pubblico veloce e capillare tra i due capoluoghi interni obbligherebbe la maggior parte degli studenti ad usufruire di mezzi propri, determinando una vera e propria stangata economica in termini di carburante, manutenzione o necessità di doppi alloggi.
  3. Frammentazione della didattica: La continuità nell’assistenza al paziente e il tutoraggio clinico quotidiano sono fondamentali. Un percorso formativo “frazionato” tra autostrade e orari di viaggio rischia di compromettere la qualità dell’apprendimento sul campo.

In attesa del Consiglio Comunale: la città chiede chiarezza

I prossimi mesi saranno decisivi a livello regionale e nazionale. La sfida non è soltanto politica o accademica, ma riguarda la capacità di offrire ai cittadini della Sicilia interna servizi sanitari d’eccellenza, garantendo al contempo ai giovani medici un percorso formativo efficiente e sostenibile.

Tuttavia, dopo le accese prese di posizione emerse durante la conferenza stampa della scorsa settimana, l’attenzione del territorio nisseno si sposta tutta su domani, giovedì 29, quando si terrà il Consiglio comunale straordinario dedicato alla vicenda del Policlinico e al futuro del Sant’Elia.

Sarà l’occasione per apprendere, se ci saranno, novità importanti e capire quali contromosse istituzionali verranno messe in campo.

L’auspicio forte della cittadinanza è che, una volta per tutte, la politica esca dall’ambiguità e agisca con determinazione: se ci sono responsabilità, complicità in un certo immobilismo o peggio, omnissioni, cose che si potevano e dovevano fare e che non sono state fatte, che hanno penalizzato il territorio nisseno negli anni.

E’ venuto il momento, una volta per tutte e prima che sia troppo tardi, di fare chiarezza ed è bene che venga fuori tutto senza riserve…chi sa parli.

La città di Caltanissetta si dice pronta alle “barricate”, ma la speranza dei cittadini è che chi le ha evocate, si spera non a parole, questa volta, se sarà necessario, le eriga sul serio nell’interesse collettivo, guidando la mobilitazione e non lasciando ancora una volta la comunità da sola a combattere una battaglia decisiva per il proprio futuro sanitario e sociale.Ad Maiora

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