Un’analisi dettagliata della mappa dei finanziamenti territoriali in provincia di Caltanissetta riaccende il dibattito politico sulla gestione dei fondi della Regione Siciliana. A sollevare il caso è il consigliere comunale Gambino, che attraverso un’elaborazione curata dal vicesindaco di Campofranco, Enrico Lipari, punta il dito contro le modalità di ripartizione delle risorse da parte del governo guidato dal presidente Renato Schifani.
Nel mirino finiscono la mancanza di criteri oggettivi nella distribuzione dei fondi e la clamorosa esclusione di quattro comuni del Nisseno: Montedoro, Mussomeli, Resuttano e Sommatino, rimasti a bocca asciutta nel quadro programmatico regionale.
I numeri dello squilibrio: 77 comuni a secco in Sicilia
Se da un lato la mappa delle risorse riconosce finanziamenti destinati a opere d’interesse strategico per l’intero territorio – tra cui il nuovo ospedale di Gela e i lavori per il porto rifugio –, dall’altro la distribuzione dei contributi ai singoli enti locali appare, secondo la denuncia, frammentata e priva di parametri trasparenti.
Il quadro locale riflette una tendenza estesa a tutta l’isola: sono ben 77 i comuni siciliani che non riceveranno alcun tipo di finanziamento.
«I numeri rendono evidente uno squilibrio territoriale che non trova motivazioni oggettive. Alcuni comuni ricevono più voci di finanziamento, altri nessuna. È la conferma di un sistema che lega le risorse ai rapporti politici anziché ai reali bisogni dei territori» — Consigliere Gambino
Errori nel testo e fondi duplicati: 4,44 milioni “contati due volte”
Oltre alla disparità di trattamento tra le comunità locali, l’analisi condotta da Enrico Lipari mette in luce gravi anomalia tecniche nella stesura degli elenchi di finanziamento:
- 34 voci duplicate: L’elenco regionale presenterebbe 34 interventi riportati due volte con lo stesso destinatario, la medesima descrizione e la stessa cifra, per un totale di 4,44 milioni di euro conteggiati due volte.
- L’impatto nel Nisseno: Le duplicazioni riguardano direttamente interventi nei comuni di Niscemi, Gela e Marianopoli, per una somma complessiva di 250 mila euro.
- Commi fotocopia: Viene segnalata persino la presenza di un intero comma dell’articolo che ripeterebbe parola per parola una disposizione precedente, impegnando virtualmente un ulteriore milione di euro.
“Superare il sistema dei favori per passare a criteri equi”
La critica espressa da Gambino non si rivolge agli amministratori locali che cercano di intercettare fondi per i propri cittadini, ma all’impostazione politica della giunta regionale, accusata di aver portato «all’estremo» la logica dei contributi a pioggia e delle cosiddette “mancette”.
L’auspicio e la richiesta rivolta alla futura amministrazione regionale è un cambio di rotta drastico: abbandonare la logica delle risorse legate ai referenti politici a Palermo e stabilire criteri equi, oggettivi e trasparenti per ripartire i fondi tra tutti i 391 comuni della Sicilia.

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