Si apre una nuova fase per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici del territorio nisseno. Alla guida della Soprintendenza di Caltanissetta si insedia l’ingegnere Vincenzo Rinaldi, proveniente dal Dipartimento regionale ai Beni culturali (dove ha diretto l’area Innovazione, modernizzazione e gestione dei servizi digitali) e già Soprintendente ad Agrigento fino al mese di agosto.
Rinaldi raccoglie il testimone dall’architetto Daniela Vullo, andata in pensione dopo una lunga carriera iniziata nel 1990 ad Agrigento e culminata nel ruolo di Soprintendente a Caltanissetta nel giugno 2019. Tra i risultati più rilevanti della gestione Vullo spiccano l’inaugurazione del Museo dei relitti greci a Gela e la tutela del patrimonio librario della biblioteca Marsiano di Niscemi, colpita dagli eventi franosi.
Una carenza d’organico drammatica
Il nuovo corso parte tuttavia in salita. Contestualmente al pensionamento dell’architetto Vullo, hanno lasciato il servizio anche tre storici funzionari e collaboratori dell’ufficio. Il quadro che si presenta al neo-soprintendente Rinaldi è di forte emergenza personale e strutturale:
- Assenza di archeologi: La pianta organica della Soprintendenza nissena è totalmente priva di figure archeologiche, nonostante il territorio registri continuamente scoperte di grande rilievo (anche grazie all’archeologia preventiva).
- Servizi scoperti: Manca un dirigente responsabile del servizio archeologico e diverse unità operative rimangono sprovviste di figure apicali guida.
Movimenti e interim nel territorio
Sul fronte della rete museale e dei parchi archeologici della provincia, si registrano ulteriori novità: l’architetto gelese Ennio Turco, insediatosi alla Soprintendenza di Agrigento dopo l’esperienza alla Soprintendenza del Mare, assumerà anche l’interim della dirigenza del Parco Archeologico di Gela. Tale incarico gli consentirà di proseguire gli interventi avviati per il territorio, compreso l’atteso completamento dei lavori per la riapertura del Museo Archeologico di Gela, chiuso da oltre tre anni.
Per il neosoprintendente Rinaldi la sfida principale sarà dunque quella di garantire un’efficace azione di tutela del patrimonio archeologico e storico-artistico del Nisseno pur in presenza di una pesante e pregressa scopertura d’organico.
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