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Chi è Smotrich, il ministro israeliano che sparerebbe ai bambini: “Mi offro volontario come boia”

Last updated: 19/09/2025 7:23
By Redazione 217 Views 4 Min Read
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Il ministro delle Finanze “orgogliosamente omofobo”. Per lui, Gaza non è un dramma umanitario ma un’occasione da brochure immobiliare

Bezalel Smotrich non è un politico qualsiasi. È l’avvocato che mette la Bibbia sopra i codici, il colono fuorilegge tra i coloni, l’uomo che considera il compromesso un peccato. Per lui, Gaza non è un dramma umanitario ma un’occasione da brochure immobiliare: “La demolizione, la prima fase del rinnovamento di Gaza City, l’abbiamo già fatta. Ora dobbiamo solamente costruire!”. E’ finito di nuovo in prima pagina, ma non è una novità. Stavolta ha colpito parlando di macerie “manna immobiliare” per un dopoguerra che, nelle parole del ministro, “si paga da solo”.

Ma è lo stesso uomo che anni fa disse che “chi brucia le case ai palestinesi commetterà anche un reato, ma di sicuro non è un terrorista”, il simbolo deteriore della destra più estrema del governo Netanyahu. Leader di un partitino con appena sette seggi, resta però determinante per la fragile maggioranza. E ogni volta che apre bocca, ottiene il suo effetto.

Gaza? Da annettere, o meglio da svuotare: “Il 70 per cento degli israeliani vuole l’emigrazione dei gazawi”. I bambini palestinesi che lanciano pietre? “O gli sparo, o li espello, o li metto in prigione”. I cristiani? “Non posso legittimarli. Il Signore è uno, non trenta”. Persino con le partorienti se l’è presa: “È naturale che mia moglie, in ospedale, non voglia partorire accanto a chi dà alla luce un bambino che, fra vent’anni, potrebbe uccidere il suo”.

Un repertorio di scandali che, negli anni, ha scandalizzato persino Israele. Nel 2024 arrivò a invocare un “diluvio di fuoco” sui campi profughi citando l’Antico Testamento: “Rafah, Deir al-Balah, Nuseirat, annientamento totale”. Molti Paesi occidentali lo hanno dichiarato indesiderato e Bruxelles valuta sanzioni personali.

Smotrich, però, non arretra. Si vede come il difensore della “sovranità” israeliana su Giudea e Samaria, convinto che “il 2025 sarà l’anno della sovranità”. Considera Hamas più utile dell’Autorità Palestinese – “la prima ci danneggia nei forum internazionali, invece il terrorismo della seconda fa sì che nessuno vorrà mai saperne di riconoscere uno Stato palestinese” – e spinge per nuovi insediamenti che cancellino ogni residua ipotesi di due Stati.

Il suo linguaggio è tombale su qualsiasi spiraglio negoziale. Chi lo critica, a suo dire, appartiene a “femministe radicali e comunità Lgbt”. Chi resiste, finirà con la pena di morte: “Mi offro volontario al concorso per diventare boia”.

Fonte Agenzia Dire www.dire.it

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