A margine del sit-tenuto ieri pomeriggio, organizzato da Future-Costruiamo insieme la Città, qui l’articolo, abbiamo parlato, tra le altre cose anche della piscina comunale, considerato che il consigliere ha fatto una richiesta di accesso agli atti, ma ad oggi non ha avuto quanto richiesto.
Chiusa del luglio 2019, il sindaco Walter Tesauro nel luglio 2025, lo stesso giorno dell’abbattimento dell’antenna, aveva ipotizzato la riapertura dell’impianto nei primi mesi del 2026 e a tal proposito in comune era stata convocata, qualche settimana fa, una riunione con i rappresentanti dell’impresa concessionaria per raggiungere una intesa per arrivare alla riapertura nei tempi promessi.
Ma sulla effettiva riapertura sono molti ad avre dei dubbi che ciò possa realmente avvenire, almeno nel breve.
Il consigliere comunale di “Futura”, Armando Turturici, ricorda che siamo giunti già a novembre ma di fatto le incertezze rimangono tutte.
Al momento sembrano essere le solite promesse non mantenute, anche se il mio augurio è che la piscina possa realmente aprire come detto dal sindaco Tesauro.
Ricorda anche che da consigliere ha cercato di conoscere qual è l’attuale situazione, e a tal proposito nel mese di settembre, ha chiesto l’accesso agli atti per capire.
Ma ad oggi non ha ricevuto nulla, la sua richiesta è stata “differita”.
C’è da capire quanti soldi il Comune dovrebbe uscire, si sente dire che ci vogliono circa
700mila euro o forse più..
Vorrebbe anche che si venisse messi a conoscenza se questa strada sia legittima, onde evitare futuri contenziosi che potrebbero ritardarne l’apertura.
Torna quindi a chiedere all’Amministrazione che il Consiglio comunale venga messo al più presto a conoscenza di tutto ciò che serve per portare in consiglio la proposta per essere vagliata e votata dai consiglieri, ma ad oggi l’unica cosa certa è che la sua richiesta di accesso agli atti è rimasta inevasa.
A sostenere la fondatezza del non aver ancora dato seguito alla richiesta di accesso agli atti, anche se si parla di differimento, da capire, il consigliere ci fa notare questi articoli di legge:
- Il diritto di accesso del consigliere comunale è disciplinato dall’art. 43 del D.Lgs. 267/2000, che riconosce una facoltà particolarmente ampia, non comprimibile né condizionabile come l’accesso ex artt. 22 e ss. L. 241/1990. Tale diritto è funzionale al mandato consiliare e non può essere limitato se non nei ristretti casi di tutela di interessi pubblici specifici e qualificati.
- Il mero richiamo alla pendenza dell’istruttoria non costituisce motivo legittimo di differimento. L’art. 24, comma 4, L. 241/1990 prevede infatti che l’eventuale differimento sia motivato in modo concreto, proporzionato e temporalmente determinato, indicando l’interesse pubblico da tutelare. La formula generica “dopo che il procedimento sarà concluso” non soddisfa tali requisiti.
- La giurisprudenza amministrativa (TAR Veneto, Venezia, sent. n. 92/2024, tra le altre) ha chiarito che non è legittimo negare o differire l’accesso agli atti endoprocedimentali sulla sola base della pendenza del procedimento. L’accesso deve estendersi anche a pareri, valutazioni tecniche e legali, poiché tali documenti costituiscono parte integrante dell’attività amministrativa e la loro conoscenza è strumento essenziale per l’esercizio delle funzioni di controllo e indirizzo politico del consigliere comunale.
- Ne consegue che il differimento disposto equivale ad un diniego di accesso, poiché privo di motivazione specifica e privo di un termine certo.
Questo è quanto discusso con il consigliere, non soltanto ieri, e siccome riteniamo di non fare “disinformazione” ma di attenerci a fatti e testimonianze reali, chiunque da Palazzo avrà qualcosa da ridire su quanto affermato e scritto, replichi dimostrando che la situazione sia diversa da quanto descritta, facendolo magari in maniera un po’ più “istituzionale”, evitandoci di dover fare un’altra precisazione. Ad Maiora
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