Come già riportato in questo articolo, si è svolta ieri nella Sala Gialla del Comune la conferenza stampa per presentare il progetto del rifacimento di 10 chilometri della rete idrica della città.
Si tratta di un intervento fondamentale per migliorare l’efficienza interna e combattere lo spreco d’acqua.
Questo progetto è cruciale per rendere la rete cittadina resistente alla dispersione, garantendo che l’acqua in ingresso venga utilizzata nel modo migliore possibile, con l’obiettivo di ridurre al minimo le perdite, anche in vista di altri interventi futuri.
Sebbene questo rappresenti un ottimo passo avanti nella gestione del servizio, non possiamo escludere del tutto la possibilità di una ripetizione, che speriamo non avvenga mai, di quanto accaduto nell’estate del 2024.
Anche se i lavori sulla rete interna si concluderanno con successo, con un tempo stimato di circa due anni, l’intero sistema di approvvigionamento di Caltanissetta rimarrà sempre legato alla quantità d’acqua fornita a Caltaqua da Siciliacque, che proviene principalmente dalla Diga Ancipa e dai pozzi.
Questa dipendenza rende il capoluogo vulnerabile a emergenze idriche immediate e gravi, non appena la disponibilità a monte diminuisce.
È quindi necessario e urgente che Caltanissetta sviluppi una certa indipendenza idrica.
La soluzione strategica per raggiungere questa autonomia è il completamento della Diga Blufi, un tema che è stato più volte sottolineato lo scorso anno, ma che adesso sembra non essere più considerato prioritario, probabilmente legato al fatto che il peggio sembra essere ormai alle spalle.
Sentire però affermare che il problema della Diga Blufi “non è necessario o urgente” francamente suscita qualche preoccupazione.
È vero che, al momento, la situazione non ha raggiunto livelli di allerta, ma un futuro privo di alternative espone il territorio al rischio di un’altra crisi idrica, simile a quella drammatica dell’estate del 2004.
Considerando che i tempi per completare un’opera infrastrutturale come la Diga Blufi possono essere piuttosto lunghi e che i lavori per rifare la rete idrica di Caltanissetta richiederanno già due anni, sarebbe saggio iniziare a pensare seriamente e operativamente a come renderci autonomi con la diga Blufi.
Vero è che prevenire le perdite lungo le condotte, sia urbane che extraurbane, è fondamentale per recuperare migliaia di litri d’acqua che altrimenti andrebbero persi nel sottosuolo, ma le due soluzioni non si escludono a vicenda, o almeno non dovrebbero.
Non possiamo illuderci che l’invaso dell’Ancipa sia sempre pieno, lo era anche nel 2023, e restare fermi su questo fronte è un lusso che il territorio nisseno non può permettersi.
Siamo tutti consapevoli che i cambiamenti climatici ci mettono a rischio, e non pensare a delle alternative è un errore che non possiamo permetterci.
La politica non può ignorare che, anche se alcune opere strategiche possono sembrare superflue o un spreco di denaro pubblico, proteggere il territorio da potenziali crisi future, come quella drammatica del 2004, sarebbe una scelta saggia e lungimirante.
La storia ci insegna che una cattiva programmazione porta sempre a emergenze, che oltre ad essere costose creano grandissimi e inaccettabili disagi alla popolazione.
La politica locale e regionale dovrebbe pianificare con anticipo il completamento di infrastrutture cruciali come la Diga Blufi, per garantire una vera autonomia idrica.
Solo così potremo evitare di dover ricorrere sempre, e troppo tardi, a misure emergenziali, assicurando una sicurezza idrica stabile e duratura per Caltanissetta. Ad Maiora
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