In alternativa il prestito sarà finanziato con un indebitamento comune, per rassicurare il Belgio che custodisce la quota più rilevante dei beni bloccati. Von der Leyen: “La guerra deve costare di più, al Cremlino”
La Commissione europea ha deciso di procedere con la proposta, fonte di forti tensioni interne, di finanziare l’Ucraina attraverso un prestito basato sui beni russi congelati nell’Unione. Accanto a questa soluzione, l’esecutivo comunitario ha affiancato un piano B pensato per rassicurare il Belgio, che custodisce la quota più rilevante dei beni bloccati: un prestito fondato su un indebitamento comune europeo,
Annunciando le due ipotesi, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha spiegato che l’obiettivo è garantire a Kiev le risorse necessarie per sostenere la difesa e presentarsi ai negoziati di pace “in una posizione di forza”. Il testo giuridico del cosiddetto “prestito di riparazione” arriva a ridosso del Consiglio europeo di fine mese, quando ai leader sarà chiesto di approvare un piano di sostegno biennale per evitare una crisi di liquidità in primavera. “Dato che la pressione è l’unico linguaggio a cui il Cremlino risponde, possiamo intensificarla. Dobbiamo aumentare i costi della guerra per l’aggressione di Putin, e la proposta odierna ci fornisce i mezzi per farlo”.
A ottobre, i Ventisette non erano riusciti a trovare un accordo sull’utilizzo dei beni russi per l’Ucraina, ma la questione è diventata urgente: Bruxelles stima un fabbisogno complessivo di 136 miliardi di euro tra il 2026 e il 2027. La proposta europea prevede che l’UE copra circa due terzi dell’importo, pari a 90 miliardi, lasciando il resto ai partner internazionali.
La pressione si è intensificata anche dopo che Washington ha avanzato l’idea di investire parte dei beni russi in progetti congiunti USA-Russia, traendone profitti e riducendo gli stanziamenti destinati a Kiev. Un piano respinto con fermezza dalle capitali europee.
Von der Leyen ha insistito sulla necessità di aumentarne i costi per il Cremlino. Il nuovo strumento prevederebbe prestiti raccolti sui mercati finanziari e alimentati dai saldi di cassa generati dalle attività russe immobilizzate nell’UE. Queste risorse verrebbero poi trasferite all’Ucraina sotto forma di prestito, da rimborsare solo nel momento in cui la Russia pagherà eventuali riparazioni.
Secondo la Commissione, i fondi serviranno in gran parte a sostenere la produzione e l’acquisto di equipaggiamenti militari europei, con possibili eccezioni per acquisti extra-UE. Per rispondere alle resistenze del Belgio, von der Leyen ha assicurato “significative misure di salvaguardia”, pensate per proteggere Bruxelles da possibili ricorsi e distribuire “in modo equo” il peso dell’operazione. Un impegno che, secondo il governo belga, non risponde ancora pienamente alle criticità sollevate. Ma la Commissione è intenzionata ad arrivare al vertice di fine mese con una proposta completa sul tavolo.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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