L’Aula sostiene l’iniziativa dei cittadini che chiede di riconoscere il diritto per le donne laddove è ancora ostacolato. Ora la parola alla Commissione. Esulta la relatrice: “Grande vittoria”
Fare in modo che le donne desiderose di interrompere la gravidanza possa avere accesso ad un aborto sicuro e legale, attraverso la rimozione dei “persistenti ostacoli giuridici e pratici presenti in diversi Stati membri”. L’Aula del Parlamento europeo si schiera con la società civile, sostenendo l’Iniziativa dei cittadini ‘La mia voce, la mia scelta’ (My voice, my choice) che chiede per l’appunto il diritto alla certezza dell’aborto, senza se e senza ma.
La risoluzione non è vincolante, ma serve comunque alla Commissione europea per occuparsi della questione e, eventualmente, presentare proposte legislative in materia. Si tratta di indurre i Paesi membri dell’UE che ancora rendono difficile l’interruzione della gravidanza di riformare le proprie leggi e politiche riguardo l’aborto in linea con gli standard internazionali in materia di diritti umani. Inoltre si chiede all’esecutivo comunitario di istituire un meccanismo finanziario opzionale, aperto a tutti gli Stati membri su base volontaria e sostenuto da fondi dell’UE. Tale meccanismo consentirebbe agli Stati partecipanti di garantire l’accesso all’interruzione sicura della gravidanza, nel rispetto delle rispettive normative nazionali, alle persone che non hanno accesso a un aborto sicuro e legale.
Il voto segna una contrapposizione tra i partiti di destra ed euroscettici (ECR, PfE, ESN) con i gruppi di sinistra e pro-Europei (S&D, RE, Verdi, laSinistra). Mentre il gruppo dei popolari (PPE) si divide tra i due schieramenti.
La Commissione europea ha accolto l’iniziativa dei cittadini ‘La mia voce, la mia scelta’ l’1 settembre di quest’anno, avendo raggiunto e rispettato i criteri previsti. Alla luce di questo voto l’esecutivo comunitario ha tempo fino a marzo 2026 per indicare eventuali misure – legislative o non legislative – che intende adottare, nonché le motivazioni della propria decisione. Intanto la relatrice Abir Al-Sahlani (RE) esulta: “Questo voto rappresenta una grande vittoria per tutte le donne in Europa. L’UE ha finalmente dimostrato che la salute sessuale e riproduttiva è un diritto umano fondamentale”.
Fonte eunews.it di Emanuele Bonini
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