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L’Ars evita il terremoto nei comuni, ponendo un tetto alle donne nelle giunte

Last updated: 03/10/2024 17:16
By Redazione 395 Views 5 Min Read
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I sindaci dei principali capoluoghi, quasi tutti di centrodestra, non sono in linea con la legge nazionale che prevede il 40 per cento di rappresentanza di genere, tra questi anche Caltanissetta.

Ecco dove nasce la norma che limita la soglia che sbarra la strada a 52 assessore

Come si legge sulle pagine di “la Repubblica Palermo” del 03/09/2024 nei primi 50 Comuni dell’Isola per popolazione, 52 donne potrebbero avere diritto ad accedere alle giunte dei loro Comuni, ma la politica glielo sta negando.

Perché se l’Ars recepisse la norma nazionale che impone l’alternanza di genere al 40 per cento, cambierebbe il volto di quasi tutte le giunte comunali siciliane.

Non a partire dalle prossime elezioni, ma dal giorno successivo alla pubblicazione della legge sugli enti locali all’esame dell’Ars.

Una slavina politica che stravolgerebbe quasi tutti i 267 comuni dell’Isola al di sopra dei tremila abitanti, compresi quelli più cari al centrodestra come Catania e Palermo.

Eccolo, il motivo che ha innescato la guerra a Sala d’Ercole sulle percentuali, al ribasso, sulle pari opportunità nella formazione delle giunte.

E se oggi, dopo la bufera mediatica che si è abbattuta sull’Ars, quasi tutte le forze politiche si stracciano pubblicamente le vesti promettendo battaglia a Sala d’Ercole, nel chiuso della commissione Affari istituzionali, dove il testo è stato esaminato, la soglia minima del 40 per cento non è nemmeno stata presa in considerazione.

Il dibattito si è fermato intorno a percentuali tra i 20 e i 30 punti, per trovare un punto di caduta sulla soglia dei 20. L’idea di adeguarsi alla normativa nazionale in materia di alternanza di genere nelle giunte comunali, non ha neanche sfiorato la politica siciliana.

Il testo non specifica nulla sull’entrata in vigore, come non lo fa per la norma sul consigliere supplente.

Significa che la norma, qualora approvata, entrerà in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione, anche per le amministrazioni già in carica e chi non è in regola dovrebbe adeguarsi subito.

Uno scenario sul quale i deputati hanno già chiesto di fare chiarezza agli uffici dell’Ars.

Attualmente, le assessore nelle giunte dei primi 50 Comuni (in cui vivono tre dei cinque milioni di siciliani) sono 89 in tutto, a fronte di 302 colleghi in doppiopetto.

Se anche la norma mantenesse la soglia minima al 20 per cento, tra i capoluoghi di Provincia, soltanto in quattro sarebbero in regola.

Quasi tutte le forze politiche si dicono pronte ad aumentare la soglia.

Chi al 30 per cento, chi al 40.

Ma la politica siciliana è davvero disposta a chiedere ad almeno 52 uomini (nei primi 50 Comuni) di fare un passo indietro perché stanno occupando un posto che spetterà invece all’altro genere? Il punto di caduta, con consenso trasversale, potrebbe essere quello di dare efficacia alla norma a partire dalle prossime amministrative. Porte aperte, sì. Ma il gender gap può attendere

Palermo ne ha 2, 16,67% secondo legge nazionale dovrebbero essere 5 su 12

Catania ne ha 1, 9,09% secondo legge nazionale dovrebbero essere 4 su 1

Messina ne ha 2, 20% secondo legge nazionale dovrebbero essere 4 su 10

Siracusa ne ha 1, 10% secondo legge nazionale dovrebbero essere 4 su 10

Ragusa ne ha 2, 20% secondo legge nazionale dovrebbero essere 4 su 10

Trapani ne ha 1, 10% secondo legge nazionale dovrebbero essere 4 su 10

Caltanissetta ne ha 2, 20% secondo legge nazionale dovrebbero essere 4 su 10

Agrigento ne ha 12, 10% secondo legge nazionale dovrebbero essere 4 su 10

Enna ne ha 2, 20% secondo legge nazionale dovrebbero essere 4 su 10

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