Il presidente elogia gli agenti anti migranti: “Lasciate lavorare i nostri patrioti”. Perplessi i media statunitensi e l’accusa del governatore del Minnesota: “Assurdità e bugie”
Alex Pretti, l’infermiere americano ucciso dagli agenti dell’Ice a Minneapolis, si è intromesso in “un’operazione mirata delle forze dell’ordine del Dhs contro un immigrato clandestino ricercato per aggressione violenta”, perché con sé aveva una pistola e perché mentre “gli agenti hanno tentato di disarmarlo” ha opposto “una violenta resistenza“. Così “temendo per la propria vita e per quella dei colleghi, un agente ha sparato per difendersi”. Ma Alex Pretti è morto anche perché “questa violenza è alimentata direttamente dalla retorica d’odio dei politici-santuario del Minnesota”. E “deve finire subito”. Sono le parole affidate ai social da Kristi Noem, Segretario della sicurezza interna degli Stati Uniti d’America, con cui dà la lettura ufficiale dell‘ultimo omicidio compiuto dagli agenti dell’Ice, la famigerata agenzia federale per l’immigrazione e il controllo delle Frontiere, per le strade di Minneapolis. Noem non ha dubbi: “Non si tratta più di semplici agitatori. Sono proteste violente”, denuncia poche ore dopo da Fox News.
TRUMP AVVALLA LA VERSIONE DI NOEM E DEL DHS
A suggellare definitivamente la versione ufficiale degli ultimi accadimenti a Minneapolis è poi lo stesso Donald Trump che dal suo social Truth non ha dubbi: “Lui aveva una pistola, solo i criminali portano con sé pistole nelle nostre strade, abbiamo bisogno del rispetto delle leggi e di ordine”, tuona in un post che è chiaramente un commento sulla morte di Pretti, anche se non fa nemmeno il suo nome.
Ma ancora prima, Trump ha postato la foto di una pistola, quella che, secondo la sua versione, Pretti teneva con sé. “Questa è la pistola dell’uomo armato, carica (con due caricatori aggiuntivi pieni!) e pronta a sparare”, scrive nel lungo post che accompagna la foto e che prende di mira direttamente il governatore del Minnesota e il sindaco di Minneapolis. “Dov’è la polizia locale? Perché non gli è stato permesso di proteggere gli agenti dell’Ice? Il sindaco e il governatore li hanno richiamati? Si dice che a molti di questi poliziotti non sia stato permesso di fare il loro lavoro e che l’Ice abbia dovuto proteggersi da solo”. Non solo, nel lungo post denuncia gli amministratori del Minnesota di alimentare le proteste come copertura per una frode monetaria ai danni dello Stato. Infine Trump conclude elogiando il lavoro condotto dagli agenti anti-immigrati: “Lasciate che i nostri patrioti dell’Ice facciano il loro lavoro: 12.000 criminali immigrati clandestini, molti dei quali violenti, sono stati arrestati e portati via dal Minnesota. Se fossero ancora lì, vedreste qualcosa di molto peggio di quello a cui state assistendo oggi”.
NBC NEWS: “I VIDEO CONTRADDICONO LA VERSIONE DELL’AMMINISTRAZIOE TRUMP”
Ma l’indomani della morte di Alex Pretti, la versione ufficiale è fortemente messa in discussione, non solo dai cittadini sui social e nelle strade, da chi posta sui social il video dell’assassinio in diretta dell’uomo, ma anche dalle principali testate ed emittenti televisive statunitense e dai loro più noti anchorman secondo i quali “i video contraddicono la versione dell’amministrazione Trump sulle morti”, scrive per esempio Nbc News, usando il plurale, perché nel discorso include anche l’omicidio di poche settimana fa che ha innescato le proteste a Minneapolis e in tutto il Minnesota, quello di un’altra donna americana, l’attivista e insegnante Renee Good.
L’FBI E LA BORDER PATROL
Comunque a fare eco alla versione ufficiale del governo Trump, ci sono poi le dichiarazioni rilasciate ai media statunitensi dal direttore dell’FBI Kash Patel e del comandante della Border Patrol, la polizia di frontuera, Gregory Bovino che caricano ogni responsabilità sulla vittima. “Non puoi portare un’arma da fuoco caricata con più caricatori a qualsiasi tipo di protesta. È semplice”, ha detto Patel alla Cnn. Mentre Bovino, ha affermato che, in sostanza, Pretti “non aveva bisogno di essere dove si trovava”. Mentre un giornalista osservava che l’infermiere di Minneapolis sembrava stesse aiutando un altro passante, spinto a terra da un agente, Bovino ha risposto tagliando corto: “Non abbiamo bisogno dell’aiuto di un sospettato in una situazione di polizia attiva”.
IL GOVERNATORE WALTZ: “ASSURDITÀ E BUGIE”
A sollevare dubbi invece, ci pensa, tra gli altri, la Cnn che intitola un servizio in modo esplicito: “Uno sguardo ai resoconti contrastanti della sparatoria mortale di ieri”, quella che appunto ha ucciso il 37enne Alex Pretti. Da una parte il servizio della Cnn riferisce la versione data dal Dhs, secondo cui “gli agenti federali avevano sparato a Pretti per legittima difesa, affermando che un sospetto armato ha resistito violentemente ai loro tentativi di disarmarlo”.
Dall’altra, ci sono le dichiarazioni di tutt’altro tenore del governatore del Minnesota, Tim Walz, che ha definito il resoconto dell’incidente da parte del DHS “assurdità” e bugie”, affermando di aver visto il filmato della sparatoria. “Quello che vedo con i miei occhi e quello che vedrete con i vostri rende tutto ciò piuttosto difficile da credere”, ha dichiarato Walz durante una conferenza stampa. “Ho visto i video da diverse angolazioni ed è disgustoso”. Stessa reazione anche da parte del sindaco di Minneapolis, Jacob Frey: “Ho guardato il video dell’incidente e ho visto più di sei agenti mascherati picchiare a morte uno dei nostri elettori”, riporta l’emittente. Non solo: “Un testimone presente alla sparatoria ha anche affermato che Pretti non ha opposto resistenza né ha cercato di prendere la pistola”, insiste la Cnn.
NBC: Da settembre, il Dipartimento per la Sicurezza Interna di Trump ha sparato a 12 persone durante le operazioni di controllo dell’immigrazione. Ecco cosa c’è da sapere.
LO SPETTRO DELL’INSURRECTION ACT
Dopo la seconda morte in pochi giorni a Minneapolis, le proteste della comunità civile non pare dunque siano destinate a placarsi. E già la scorsa settimana, al loro avvio, i media statunitensi gridavano al rischio che Trump possa procedere a invocare il temuto Insurrection Act. Sarebbe la prima volta nel XXI secolo.
L’agenzia Axios pochi giorni fa informava infatti che il Pentagono avrebbe ordinato a circa 1.500 soldati in servizio attivo di prepararsi a un possibile dispiegamento in Minnesota. Del resto, non sarebbe la prima volta che, nel corso del suo mandato, il presidente degli Usa minaccia di invocare l’atto di insurrezione del 1807, la legge emergenziale che autorizza la Casa Bianca a dispiegare forze militari sul suolo statunitense in caso di crisi nazionale. L’ultima volta l’insurrection act è stato invocato nel 1992, durante le rivolte di Los Angeles, per sedare le violenze seguite al caso Rodney King, il tassista vittima di un durissimo pestaggio da parte di diversi agenti della polizia di Los Angeles.
NBC NEWS: “IN 5 MESI L’ICE HA SPARATO A 12 PERSONE, 4 SONO MORTE”, TRA LORO PRETTI E GOOD
Un’altra emittente statunitense, Nbc News fa il bilancio delle imprese degli agenti dell’Ice: “Da settembre, il Dipartimento per la Sicurezza Interna di Trump ha sparato a 12 persone durante le operazioni di controllo dell’immigrazione”. Mentre “nelle ultime settimane- prosegue il suo approfondimento- agenti federali hanno sparato a tre persone a Minneapolis, uccidendo due cittadini statunitensi, Alex Pretti e Renee Good“.
Tra le persone colpite in tutto il Paese “ci sono presunti criminali, immigrati privi di status legale permanente e cittadini statunitensi. Quattro sono morti”. Per Nbc News infine “non è chiaro quante delle sparatorie siano state oggetto di indagini approfondite da parte delle autorità federali; non ci sono state relazioni pubbliche di alcun risultato, incluso se gli spari siano stati ritenuti giustificati o se gli agenti siano stati sanzionati. In almeno quattro casi, le persone colpite dagli agenti sono state accusate di reati; in due di questi casi, le accuse sono state successivamente archiviate”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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