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Italia Nostra Sicilia: “Niscemi che frana, un’emergenza che chiama in causa il governo del territorio”

Last updated: 27/01/2026 8:49
By Redazione 97 Views 5 Min Read
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Niscemi è nuovamente al centro di una grave emergenza ambientale e sociale. La frana che ha colpito il quartiere Santa Croci, nell’area sottostante il Belvedere, continua a muoversi lentamente ma con effetti devastanti, trasformando una parte significativa della città in uno scenario di profonda precarietà. Il bilancio è pesante: circa 1.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e vaste porzioni del territorio risultano compromesse o a rischio imminente di crollo.

La gravità del fenomeno è stata chiarita da Salvo Cocina, capo della Protezione Civile regionale: «Tutte le case che stanno in una fascia di 50-70 metri andranno giù». Si tratta, ha spiegato, di «una frana molto importante, con una fratturazione principale in due archi di oltre quattro chilometri e sprofondamenti che hanno creato pareti verticali fino a 50-55 metri», segno di un dissesto profondo e strutturale.

Il movimento franoso ha reso inagibili due delle quattro vie di accesso alla città e ha isolato le campagne circostanti. In particolare, la chiusura della Strada Provinciale 10, arteria fondamentale di collegamento con Catania e Gela, ha aggravato ulteriormente la situazione, incidendo sulla mobilità e sull’accesso ai servizi essenziali.

«La situazione è drammatica», ha dichiarato il sindaco Massimiliano Conti, che ha disposto l’evacuazione delle aree a rischio e l’attivazione dei punti di prima accoglienza. Per motivi di sicurezza è stata inoltre ordinata la chiusura di tutte le scuole. L’area interessata dalla frana è stata transennata e resta sotto costante presidio, mentre sul campo opera la macchina dei soccorsi coordinata dal Centro Operativo Comunale, con il supporto della Protezione Civile regionale, dei Vigili del Fuoco e dei volontari.

In questo quadro, Italia Nostra Sicilia richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare il dissesto idrogeologico non come una sequenza di emergenze, ma come il risultato di scelte strutturali stratificate nel tempo. È ormai improrogabile avviare una pianificazione organica degli interventi di difesa del suolo, fondata sulla prevenzione e sulla riduzione del rischio, intervenendo con decisione là dove edificazioni e infrastrutture si rivelano incompatibili con la sicurezza dei luoghi.

Ciò implica arrestare ulteriori trasformazioni del territorio, in particolare nelle aree più fragili, e orientare le politiche pubbliche verso strategie efficaci di adattamento ai mutamenti climatici in atto. Al tempo stesso, diventa prioritario ricostruire gli equilibri ambientali compromessi, attraverso interventi di recupero degli ecosistemi naturali, dalla fascia litoranea ai contesti collinari e interni, oggi sempre più esposti a fenomeni di instabilità.

La frana di Niscemi rappresenta un monito che non può essere ignorato. È indispensabile ripensare, con responsabilità e visione, il modo di abitare i territori siciliani, restituendo centralità alla tutela del suolo, alla pianificazione e alla prevenzione, prima che nuove emergenze trasformino fragilità note in tragedie annunciate.

Nella Tranchina
Presidente Consiglio Regionale Italia Nostra Sicilia e Presidente IN sez. di Melilli

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