La tredicesima puntata del talk show politico “La Verità”, andata in oda ieri sera su Tfn Canale 84, preceduta dall’esaustiva sceda di Chiara Milazzo, ha offerto un dibattito senza esclusione di colpi.
Al centro del “ring”, si fa per dire l’inchiesta giudiziaria che coinvolge l’on. Mancuso e Tricoli, utilizzata dalla consigliera Petitto per scoperchiare presunte opacità amministrative alla Provincia e al Comune, e la difesa d’ufficio dell’assessore Delpopolo, che ha rispedito al mittente ogni accusa
La consigliera Petitto ha aperto il confronto puntando il dito sulla figura di Tricoli alla Provincia, definendola “ingombrante” e mostrando documenti relativi a deleghe conferite a un soggetto esterno già gravato da sentenze. La Petitto ha incalzato l’assessore:
“È normale delegare un soggetto esterno condannato, con una sentenza di cui il sindaco Tesauro non poteva non essere a conoscenza, essendo stato il suo difensore?”
L’assessore Delpopolo ha tentato inizialmente di sviare il discorso citando il “giornalino” di Giuseppe Arnone, distribuita durante la campagna elettorale, mossa immediatamente bollata dalla Petitto come un tentativo maldestro di citare argomenti di un pregiudicato per non rispondere nel merito.
Delpopolo, in alcuni passaggi in visibile difficoltà, ha poi ribattuto, tornando sull’argomento delle deleghe, sostenendo che non le conosce ma che in tutti i casi non vi è alcun reato e che la Petitto starebbe solo cercando visibilità in vista di una futura candidatura alle Regionali.
Il dibattito si è spostato sull’efficacia dell’amministrazione. Delpopolo ha rivendicato i successi della giunta Tesauro, la riapertura della piscina comunale con un atto di transazione coraggioso e l’approvazione del bilancio nei termini previsti.
Secondo l’assessore, la Petitto farebbe “ostruzionismo fine a se stesso”, cercando di prendersi il ruolo di giudice invece di collaborare per la città.
Di contro, la consigliera ha ribadito che ade esempio sulla Piscina non vie era alcun ostruzionismo e che ha contestato la mancanza di un atto di giunta necessario, chiedendo il rispetto della gerarchia degli atti.
Sul Bilancio sostiene che ha rifiutato di “votare al buio”, lamentando la mancata trasmissione degli emendamenti ai consiglieri che li avrebbero dovuti votare non conoscendoli
Come presidente della commissione trasparenza ricorda ad esempio di aver sollevato il caso del portavoce del sindaco, ancora amministratore di una società editrice locale, segnalando il tutto al Segretario generale.
L’assessore ha accusato la Petitto di confondere la politica con la gestione amministrativa, sostenendo che le sue critiche riguardino atti gestionali di competenza dei dirigenti. “La giunta non ha ricevuto una sola segnalazione di responsabilità politica dalla Commissione Trasparenza”, ha incalzato Delpopolo, invitando l’opposizione a essere propositiva sui grandi progetti come l’acquisto della ex Banca d’Italia, ma non rispondendo sui temi posti.
La replica della Petitto è stata: “Al momento sono solo annunci. Ne riparleremo quando diventeranno atti concreti”.
Molte le domande che non hanno trovato risposte e che si sono invece trasformati in attacchi e, nonostante i toni accesissimi nel finale, è emerso l’invito ad una maggiore sinergia per il bene della città, in particolare sulla rinascita economica della città e del centro storico.
Il conduttore Silverio, con la consueta pazienza, ha chiuso la trasmissione con la frase “ce l’abbiamo fatta”, auspicando che le forze politiche possano finalmente trovare un terreno comune sui temi caldi per la cittadinanza, mettendo da parte, almeno parzialmente, lo scontro elettorale.
La puntata
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