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Rimpatri, il “miraggio” dei numeri: il governo Meloni non batte nemmeno il PD e Conte

Last updated: 22/02/2026 6:29
By Redazione 289 Views 4 Min Read
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Nonostante i proclami di “successo strepitoso” sbandierati dalla premier Giorgia Meloni e dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, i dati reali sui rimpatri nel 2025 raccontano una storia diversa. Dopo mesi di opacità, le cifre ufficiali del Viminale rivelano che l’esecutivo non è riuscito a eguagliare nemmeno i risultati dei governi pre-pandemia.

Contents
La beffa del “rimpatrio” di StatoNumeri a confronto: il sorpasso che non c’èLa serie storica (al netto dei volontari assistiti)Il nodo dei Paesi d’origine e il fallimento dei CPRSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

La beffa del “rimpatrio” di Stato

Tra i dati forniti dalla Direzione centrale dell’immigrazione spicca un’anomalia che ha il sapore della beffa: il caso di Osama Almasri Najim, il torturatore libico. Espulso il 21 gennaio 2025, Almasri è stato inserito nelle statistiche dei “rimpatri forzati”.

Tuttavia, la sua uscita dall’Italia non è avvenuta su un volo di linea o un charter (come previsto per le procedure standard), ma su un jet dei servizi segreti. Un’operazione lampo che ha preceduto la possibile consegna alla Corte penale dell’Aia, che lo ricercava per crimini di guerra e stupri. Oggi, quel volo di Stato viene conteggiato come un successo nella lotta all’immigrazione irregolare.

Numeri a confronto: il sorpasso che non c’è

Al netto della propaganda, i numeri restano ostinati. Nel 2025 i rimpatri totali sono stati 6.772. Ma il diavolo si nasconde nei dettagli:

–Rimpatri Volontari Assistiti: Per la prima volta il Viminale “fa cassa” includendo 675 persone che hanno aderito a progetti di reintegrazione finanziati dall’UE.

–Rimpatri Effettivi: Sottraendo i volontari, restano 6.097 espulsioni (forzate o per ottemperanza).

La serie storica (al netto dei volontari assistiti)

AnnoGovernoRimpatri Effettivi
2015Renzi7.243
2017Gentiloni7.100+
2019Conte I7.054
2016Renzi6.134
2025Meloni6.097

Il risultato del 2025 è inferiore persino al “punto più basso” registrato nel 2016. L’aumento del 12,62% rispetto al 2024 si traduce in appena 683 persone in più: una goccia nel mare, pari all’1% degli sbarchi totali dell’anno.

Il nodo dei Paesi d’origine e il fallimento dei CPR

Mentre la narrativa di governo punta il dito contro la magistratura accusandola di ostacolare le espulsioni, la realtà tecnica è un’altra. Il vero ostacolo rimane la mancata cooperazione dei Paesi d’origine, che spesso rifiutano di riconoscere i propri connazionali.

Nei CPR (Centri di permanenza per il rimpatrio), meno della metà delle persone trattenute finisce effettivamente per essere espulsa. Nonostante gli ingenti investimenti (come i milioni spesi per i centri in Albania), la macchina dei rimpatri resta ingolfata.


Il dato che spaventa: Con circa 400.000 irregolari stimati in Italia e il ritmo attuale (1,7% di rimpatri l’anno), servirebbero circa 60 anni per completare le espulsioni di chi è già sul territorio.

Fonti varie

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

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