Dopo il parere della Ragioneria sulle coperture inidonee, le destre sfruttano l’assist per affossare il congedo parentale paritario
Ogni volta che c’è da penalizzare i lavoratori e le lavoratrici, le destre sono sempre in prima fila. L’ultimo caso è quello del congedo parentale paritario, una proposta delle opposizioni che la commissione Bilancio della Camera ha affossato dopo il parere negativo della Ragioneria generale dello Stato.
Il problema riguarda le coperture, ritenute inidonee. E così la maggioranza ha preso la palla al balzo per affossare la proposta, invece di prendere il tempo necessario a valutare una rimodulazione delle risorse che permettesse di analizzare con calma la proposta che prevede di equiparare i mesi di sospensione dal lavoro per madri e padri, portando la copertura dall’80% al 100%.
Congedo parentale paritario, la proposta affossata dalla maggioranza
La proposta di legge è stata presentata dal centrosinistra unito, ma ha ricevuto nelle scorse ore il parere negativo della commissione dopo la relazione della Ragioneria. La commissione ha approvato un parere soppressivo che è stato così presentato in Aula, ignorando la richiesta delle opposizioni di valutare diverse forme di copertura o la sospensione dei lavori per approfondimenti tecnici.
L’Aula di Montecitorio, però, ha deciso di non valutare né la sospensione né eventuali approfondimenti. La richiesta delle opposizioni era quella di evitare l’affossamento della proposta di legge dopo il parere negativo della commissione Bilancio che chiede la soppressione del testo. Ma la richiesta della minoranza è stata respinta con 23 voti di differenza. L’Aula ha quindi respinto la richiesta dell’opposizione e ora riprende l’esame del testo sul quale pesa il parere negativo della commissione che chiede, di fatto, di sopprimere gli articoli del testo e quindi la proposta.
La bocciatura della Ragioneria e lo scontro politico
La proposta delle opposizioni è approdata alla Camera la scorsa settimana, ma era atteso il parere sulle risorse richiesto alla Ragioneria. Parere arrivato oggi e che dice che le coperture non sono idonee, sulla base di quanto già scritto nella relazione tecnica del ministero del Lavoro. In particolare, gli oneri previsti dalla proposta sono ritenuti “sottostimati” perché “non includono gli oneri relativi alle lavoratrici libere professioniste iscritte alle relative casse di previdenza”.
La questione, però, si è chiusa non per il parere della Ragioneria ma per la volontà della maggioranza di terminare la discussione. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha chiesto alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e a tutto il governo di “fermarsi e di confrontarsi con noi su una proposta necessaria”. Per Nicola Fratoianni, di Avs, si tratta di un nuovo gesto “di arroganza”, mentre il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte, ricorda come non sia “la prima volta che ci chiudono la porta in faccia, come hanno fatto sul salario minimo e la settimana corta”.
Fonte lanotiziagiornale.it di Stefano Rizzuti
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