I soldati israeliani hanno avviato operazioni di terra nel Libano meridionale posizionandosi in diversi punti vicino alla zona di confine. Tajani annuncia il rientro di 200 studenti bloccati ad Abu Dhabi
Il conflitto israelo-americano contro l’Iran ha ampiamente superato i confini nazionali allargandosi a macchia d’olio in tutto il Medio Oriente. Ieri sera le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver chiuso lo Stretto di Hormuz e che l’esercito avrebbe dato fuoco a qualsiasi nave che tentasse di passare, notizia poi smentita. Intanto questa mattina l’Idf ha fatto sapere che sono in corso attacchi simultanei mirati contro obiettivi militari a Teheran e Beirut. I soldati israeliani hanno avviato operazioni di terra nel Libano meridionale posizionandosi in diversi punti vicino alla zona di confine. “Stiamo conducendo attacchi mirati contro le infrastrutture terroristiche di Hezbollah. Hezbollah ha scelto di attaccare Israele per conto del regime iraniano e dovrà pagare le conseguenze delle sue azioni”, scrive l’Idf su X. Durante gli attacchi, l’Isna (Iranian Students News Agency) ha fatto sapere questa mattina che è stata colpita anche parte della sede centrale della tv Irib a Teheran, ma il segnale non è stato compromesso.
LIBANO, RITIRO DA ‘POSIZIONI AVANZATE’ AL CONFINE CON ISRAELE
L’esercito libanese ha avviato il trasferimento dei propri soldati dalle “posizioni avanzate” lungo il confine con Israele. A riferirlo è stata l’agenzia di stampa libanese National News Agency, testata statale con sede centrale a Beirut. In precedenza, il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, aveva annunciato che alle forze armate era stato ordinato “di avanzare e occupare ulteriori aree di controllo in Libano per impedire l’apertura del fuoco contro gli insediamenti israeliani lungo il confine”.
COLPITA L’AMBASCIATA STATUNITENSE A RIAD
Sul fronte avversario, colpita da droni l’ambasciata statunitense a Riad, che ha chiuso temporaneamente. Il Dipartimento di Stato americano ha ordinato a tutto il personale non impegnato in emergenze di lasciare l’Iraq, Bahrein, Kuwait e Giordania.
Su Truth Donald Trump, che ieri ha parlato per la prima volta pubblicamente del conflitto in atto, ha affermato che “le scorte di munizioni degli Stati Uniti, di livello medio e medio-alto, non sono mai state così elevate o migliori (…)abbiamo una scorta praticamente illimitata di queste armi. Le guerre possono essere combattute “per sempre”, e con grande successo, usando solo queste scorte (che sono migliori delle migliori armi di altri paesi!)”. Poi il presidente attacca il suo predecessore: “Molte altre armi di alta qualità sono immagazzinate per noi nei paesi periferici. Il sonnolento Joe Biden ha speso tutto il suo tempo e i soldi del nostro Paese, dando tutto a P.T. Barnum (Zelenskyy!) dell’Ucraina – per un valore di centinaia di miliardi di dollari – E, mentre ha regalato così tanto di fascia altissima (gratis!), non si è preoccupato di sostituirlo. Fortunatamente, ho ricostruito l’esercito durante il mio primo mandato e continuo a farlo. Gli Stati Uniti sono riforniti e pronti a vincere, alla grande!!!”.
TAJANI: IN PARTENZA DA ABU DHABI I 200 STUDENTI BLOCCATI
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che sono in partenza da Abu Dhabi i circa 200 studenti che partecipavano a un corso a Dubai; verranno trasferiti in aereo a Linate; sul volo viaggiano anche alcuni cittadini italiani in particolare condizioni di salute. Altri bus sono disponibili per il trasferimento dagli Emirati verso l’Oman, e altri voli charter messi a disposizione dalla compagnia Oman Air vengono organizzati in queste ore per i passeggeri diretti in Italia. A Mascate intanto dalle 4,30 del mattino è già operativo il primo gruppo di funzionari di rinforzo alle sedi diplomatiche. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani in accordo con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha chiesto alla Farnesina di creare una unità di supporto di diplomatici, carabinieri, finanzieri. Così in una nota della Farnesina.
KUWAIT. MILITARI LOCALI ABBANDONANO BASE, CADE MISSILE: ITALIANI NEL BUNKER
A quanto apprende la Dire da fonti locali i militari kuwaitiani, notizia di ieri sera, starebbero abbandonando la base di Ali Al Salem in Kuwait. Questa mattina intorno alle 8 i militari italiani usciti dai bunker, giusto il tempo per lavarsi, all’udire di un sibilo sono ritornati immediatamente nel bunker per mettersi al riparo, poco dopo un missile è caduto nelle vicinanze.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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