Confronto televisivo tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il professore Enrico Grosso, presidente del Comitato ‘Giusto dire No’
È partita con una stretta di mano il confronto televisivo tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il professore Enrico Grosso, presidente del Comitato ‘Giusto dire No’, su ‘SkyTg24‘.
“I due Csm resteranno assolutamente indipendenti e autonomi“, dice il ministro della Giustizia che aggiunge: “Ci saranno assolutamente più garanzie per i cittadini” con la separazione delle carriere. “Io non sono abituato a fare appelli in modo particolarmente emotivo. Io dico soltanto: informatevi, leggete il testo e magari fatevelo spiegare se non siete laureati in giurisprudenza perché nulla di quello che avete sentito, fermo restando la buona fede e il diritto di dissentire, è vero. La magistratura resterà ancora più forte, ancora più autonoma e ancora più indipendente. Vi sarà però un allineamento della nostra civiltà giuridica a quelle che sono le grandi democrazie occidentali. I magistrati che commetteranno degli errori gravi e degli errori non emendabili non saranno più soggetti a una giurisdizione domestica di persone elette da loro ma da una giurisdizione di altri magistrati, non politici intendiamoci, che però saranno terzi e imparziali, questo produrrà verso i cittadini e per la stessa giustizia una equità molto più intensa di quanto non esista oggi”.
“Questa riforma non serve a nulla per risolvere i problemi della giustizia”, per superare i quali piuttosto “servono tanti soldi”. Questa riforma “nessuno ha potuto discuterla”, non ha potuto farlo tanto che si è fatto sì che “nemmeno la maggioranza parlamentare potesse presentare emendamenti”. E allora, “se è fatta così vuol dire che c’è dell’altro sotto, e cioè cambiare l’equilibrio fra poteri” nell’ottica di “introdurre un maggior condizionamento della magistratura da parte della politica”. Di fronte a questo quadro, “se fossero anche solo rischi, nel dubbio meglio non cambiare la Costituzione“. Enrico Grosso, avvocato e presidente onorario del comitato ‘Giusto dire NO’, lo dice nell’appello finale che chiude il faccia a faccia su SkyTg24 con il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Poco prima Grosso aveva detto: “Ho notato, soprattutto da parte di alcuni alfieri del sì, una sistematica opera di delegittimazione, non dei magistrati, ma della giustizia in quanto istituzione”.
In questo frangente, aveva aggiunto, “mi rammarico del fatto che ci siano state delle modalità talvolta eccessive di campagna elettorale e temo il futuro” e “temo quello che possa capitare, indipendentemente da come andrà a finire il voto”.
“Più gente andrà a votare e meglio sarà per il Paese“, dice Grosso. Alla domanda su una stima l’avvocato si aspetta sia “intorno alla metà”. Nordio invece “alta, tra il 50 e il 60%”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it di Maria Carmela Fiumanò
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