Scoppia la polemica in Sicilia dopo la visita dell’ambasciatore israeliano Johnathan Peled.
L’incontro, non comunicato ufficialmente da Regione e Comune, è emerso solo tramite i social del diplomatico, scatenando le dure reazioni di PD e opposizioni.
Palermo si risveglia al centro di un caso diplomatico che sta scuotendo i palazzi del potere siciliano.
Al centro del mirino ci sono il Presidente della Regione, Renato Schifani, e il Sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, rei di aver incontrato l’ambasciatore israeliano Johnathan Peled senza darne notizia ufficiale. Il velo di riservatezza è caduto solo quando lo stesso Peled ha pubblicato su X (ex Twitter) le foto degli incontri, parlando di future collaborazioni su temi strategici.
Ciò che più sconcerta le opposizioni non è solo la visita in sé, ma il silenzio istituzionale che l’ha avvolta. Valentina Chinnici, deputata regionale e vice segretaria del PD, ha espresso “profonda preoccupazione”, definendo l’accoglienza quasi una “normalizzazione” di rapporti con un Paese attualmente al centro di pesanti procedimenti internazionali.
“È lecito interrogarsi sulla necessità e sul significato politico di questa ricezione ufficiale, afferma Chinnici, specialmente con un Paese protagonista di un conflitto e sotto indagine per genocidio davanti alla Corte Internazionale di Giustizia.”
Secondo quanto trapelato dai canali social dell’ambasciatore, i colloqui avrebbero toccato settori cruciali per l’economia e la sicurezza dell’isola:
- Gestione delle risorse idriche (tema caldissimo vista la siccità in Sicilia);
- Agricoltura e innovazione digitale;
- Cyber-security.
Proprio su questi punti l’opposizione chiede massima trasparenza: quali accordi si stanno delineando? E perché discutere di asset strategici “in silenzio”?
Il coro di critiche è unanime e durissimo. Fabrizio Micari, sulla su pagina Fcebook, non usa giri di parole, sottolineando come Palermo sia storicamente una “città di pace” gemellata con la palestinese Khan Yunis.
L’attacco di Micari: “Il silenzio dimostra l’imbarazzo per l’incontro con il rappresentante di un Paese il cui leader è ricercato dalla Corte Penale Internazionale. Quando pensano di incontrare Putin?”
L’opposizione in Consiglio Comunale: Le forze di minoranza a Palazzo delle Aquile hanno presentato un’interrogazione scritta. “Lagalla chiarisca. Palermo è la quinta città d’Italia e non può permettersi opacità su questioni di tale portata umanitaria. Fare un incontro è una scelta politica, provare a nasconderlo lo è ancora di più.”
La polemica pone un interrogativo profondo sul ruolo della Sicilia nello scacchiere mediterraneo. Se da un lato la cooperazione tecnologica (specialmente quella idrica) appare necessaria, dall’altro il valore simbolico e politico di tali incontri, nel pieno della crisi a Gaza, non può essere ignorato.
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