Mentre il resto d’Italia prova a respirare grazie ai recenti interventi governativi, in Sicilia fare il pieno continua a essere un lusso. Secondo i dati monitorati dal Mimit e denunciati dalle associazioni dei consumatori come Codacons e Adoc, l’Isola si conferma tra le regioni più care d’Italia, con il prezzo del gasolio che ha sfondato la soglia psicologica dei 2 euro al litro.
I numeri della stangata (Marzo 2026)
Nonostante il taglio delle accise di circa 24,4 centesimi disposto dal Governo il 19 marzo scorso, l’effetto alla pompa in Sicilia è stato giudicato “deludente” e “lento”.
| Carburante | Prezzo Medio Sicilia (Self) | Media Nazionale (Self) |
| Benzina | 1,832 €/l | 1,811 €/l |
| Diesel | 2,047 €/l | 2,030 €/l |
| GPL | 0,762 €/l | 0,704 €/l |
| Metano | 1,775 €/kg | 1,494 €/kg |
Dati aggiornati al 24 marzo 2026.
La beffa del “Km Zero”
Il dato che genera più rabbia tra gli automobilisti siciliani è il cosiddetto paradosso della raffinazione. La Sicilia ospita il polo petrolchimico di Priolo-Augusta-Melilli, uno dei più grandi d’Europa, che copre circa il 22% della capacità di raffinazione nazionale.
“Il carburante che paghiamo caro è prodotto a meno di 200 km da noi,” sottolineano le associazioni locali. Eppure, la vicinanza alle raffinerie non si traduce in alcuno sconto, a causa di una logistica inefficiente e di dinamiche di mercato che penalizzano le aree con minori alternative di trasporto.
Perché i prezzi non scendono?
Le cause di questa “anomalia siciliana” sono molteplici:
- Speculazione internazionale: Le tensioni nel Golfo e nello Stretto di Hormuz influenzano i listini, ma in Sicilia i rincari sembrano essere più immediati rispetto ai ribassi.
- Logistica interna: I costi di trasporto su gomma all’interno dell’Isola restano elevati, incidendo sul prezzo finale consegnato ai distributori.
- Mancato recepimento del taglio accise: Molti gestori lamentano di non poter abbassare i prezzi finché non esauriscono le scorte acquistate a prezzo pieno prima del decreto.
Allarme Codacons: “Effetto domino sui prezzi”
Il coordinatore regionale del Codacons ha lanciato l’allarme sulle ricadute economiche: “In una regione dove il trasporto merci avviene quasi esclusivamente su gomma, il caro gasolio si riflette immediatamente sui prezzi di frutta, verdura e beni di prima necessità”. L’associazione ha chiesto controlli a tappeto della Guardia di Finanza per verificare eventuali speculazioni lungo la filiera.
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