Il congresso cittadino di Forza Italia, tenutosi a Mussomeli, si è trasformato in un’importante prova di forza politica e di coesione interna.
Sotto la regia dell’ex ministro Totò Cardinale, che ha dimostrato di conservare intatto il suo peso specifico sul territorio, il partito ha accolto il presidente della Regione, Renato Schifani, blindando di fatto la sua ricandidatura per il 2027.
In una fase delicata per il centrodestra nisseno, Totò Cardinale ha agito da grande tessitore, portando a Mussomeli il gotha del partito: dal governatore Schifani al coordinatore regionale Marcello Caruso, passando per l’assessore Edy Tamajo e i deputati Nicola D’Agostino e Gaspare Vitrano.
Cardinale non ha risparmiato elogi per l’operato della giunta regionale, definendo “un’impresa” i risultati raggiunti finora. Un sostegno non scontato, considerando che il territorio sta attraversando una tempesta giudiziaria che ha “azzoppato” figure di rilievo come Michele Mancuso, coinvolto in un’inchiesta per corruzione, e creato qualche grattacapo allo stesso Schifani.
Il parterre degli ospiti ha offerto diversi spunti di analisi politica:
Riflettori accesi su Rosetta Cirrone Cipolla, prossima all’insediamento all’Ars al posto di Michele Mancuso.
La presenza di Decio Terrana (Udc) e Gero Valenza (Dc) segnala la pressione dei partiti alleati per ottenere maggiore spazio nella giunta regionale.
Hanno fatto rumore le defezioni di Walter Tesauro, unico sindaco azzurro di un capoluogo di provincia e dell’assessore Guido Del Popolo, presente l’ex assessoreMarcello Mirisola che nel suo intervento, pubblicato sulla sua pagina Facebook, ha parlato, tra le altre cose anche dei giovani e la politica e la fiducia nei confronti dell’elettorato.
Marcello Caruso, nel suo ruolo di commissario straordinario a Caltanissetta, ha snocciolato numeri che confermano la Sicilia come la “roccaforte” nazionale del partito: quasi 50.000 tesserati e il primato assoluto alle ultime elezioni europee.
Caruso ha ammonito di essere meno litigiosi, fissando tra aprile e maggio la finestra per il congresso regionale. La sfida sarà gestire le diverse anime interne e individuare un coordinatore capace di mantenere l’equilibrio tra le correnti.
L’intervento clou è stato quello di Renato Schifani. In un discorso di 45 minuti, il Presidente ha tratteggiato l’evoluzione di Forza Italia, descrivendola come una creatura che sta passando da una struttura rigidamente “leaderista” a una forma più “pluralista”, dove il confronto interno diventa valore aggiunto.
Tuttavia, il Governatore non ha ignorato le ombre: ha affrontato con fermezza il tema del “fuoco amico” e delle tensioni interne, rivendicando la trasparenza e la solidità di un progetto che punta dritto alla riconferma nel 2027, nonostante le turbolenze giudiziarie che lambiscono la provincia nissena.
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