“Da giovane donna dispiace vedere che è stata pronta a tutto pur di avere successo”: le parole della giornalista che ha ammesso una relazione con il ministro Piantedosi alla trasmissione Coffee Break
“Pare abbia fatto più opposizione Maria Rosaria Boccia che non le opposizioni” perché “far cadere un ministro è qualcosa di grave”. Così Claudia Conte, ‘reo confessa’ di non avere smentito pubblicamente un love affaire con il Ministro all’Interno, Matteo Piantedosi, parlava alla trasmissione Coffe Break, il 9 settembre 2024. Erano i tempi dello scandalo Boccia-Sangiuliano, vicenda che portò alle dimissioni l’ex ministro della Cultura per la sua relazione con l’aspirante consulente del Ministero.
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Un caso che viene oggi messo, da media e opinione pubblica, sullo stesso piano di quello appunto che ha travolto l’attuale ministro dell’Interno, dopo le rivelazioni della giornalista-pr, su cui ora si stanno mettendo ai raggi X curriculum, incarichi (anche quelli a titolo gratuito), compensi pubblici ricevuti e ogni dichiarazione, come queste riferite a un’altra relazione ‘non ufficiale’ tra un (ex) ministro e una ‘collega’ pr. Insomma, c’è chi prevede persino che il caso Conte-Piantedosi finisca come quello Boccia-Sangiuliano, con le dimissioni del ministro. Intanto si tirano fuori gli ‘scheletri negli armadi’, appunto come l’intervista con Andrea Pancani.
IL CASO BOCCIA-SANGIULIANO, “TITOLI FORTI ED ESAGERATI PER UNA QUESTIONE PRIVATA”
“L’opinione pubblica un po’ ha risentito di quello che tutti gli organi di stampa hanno contribuito a creare, la vicenda ha avuto titoli forti ed esagerati”, in fondo “è una questione privata”, ha tenuto a sottolineare allora Claudia Conte che ha poi spiegato come nella vicenda si poteva configurare persino una “tentata estorsione” dell’ex amante di Sangiuliano, che aspirava appunto ad un incarico al ministero.
“DA GIOVANE DONNA SPIACE CHE PER AVERE SUCCESSO, BOCCIA SIA STATA PRONTA A TUTTO”
E rispetto a tutto ciò, “da giovane donna spiace che per avere notorietà e successo, lei è stata pronta a tutto, anche al ricatto- ha proseguito- ricattare un ministro è cosa molto grave”. E ancora: riferendosi all’ex ministro, “lui ha sbagliato ad unire faccende private con incarichi pubblici e dovrà dimostrare che nessun fondo stato sia stato utilizzato per lei”. Parole che sembrano andare a pennello anche al suo caso. Anche se, va detto, non vi sono al momento elementi che dimostrino possibili illeciti.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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