In occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo è necessario ribadire con chiarezza un principio non negoziabile: rispetto e dignità non sono concessioni, ma diritti che devono essere garantiti sempre. L’autismo va riconosciuto per ciò che è: una delle molteplici espressioni della diversità umana, che, come tale, merita tutela, valorizzazione e pieno riconoscimento.
Parlare di autismo significa confrontarsi con una realtà complessa e articolata, fatta di bisogni differenti ma anche di straordinarie potenzialità. Le neurodiversità non possono essere ridotte a schemi rigidi o trattate con approcci standardizzati. Serve un cambio di paradigma: interventi personalizzati, costruiti sulla persona, capaci di accompagnarla lungo tutto l’arco della vita.
Il legislatore, negli ultimi anni, ha mosso passi importanti. La legge delega 227 del 2021 ha segnato una svolta, introducendo una visione centrata sul “progetto di vita”. Il decreto legislativo 62 del 2024 ha provato a dare attuazione concreta a questi principi. Ma senza risorse adeguate e senza un reale potenziamento dei servizi, il rischio è evidente: trasformare riforme ambiziose in promesse incompiute.
Le criticità emerse nella fase di sperimentazione sono già sotto gli occhi di tutti: difficoltà organizzative, carenza di personale, scarsa integrazione tra i livelli istituzionali, tempi eccessivamente lunghi. Così, ciò che dovrebbe essere un diritto esigibile finisce per diventare un percorso incerto, diseguale e spesso frustrante. È qui che si misura la credibilità delle istituzioni: nella capacità di correggere subito queste distorsioni e garantire uniformità e qualità su tutto il territorio.
Servono scelte nette e coraggiose. Investimenti strutturali nei servizi territoriali, nella scuola e nel lavoro. Serve rafforzare le équipe multidisciplinari, sostenere concretamente le famiglie, costruire percorsi educativi e occupazionali realmente inclusivi. Le esperienze positive, soprattutto nel mondo del lavoro, dimostrano che l’inclusione non è un’utopia: è una possibilità concreta che genera valore sociale ed economico.
Eppure, accanto ai limiti strutturali, persistono barriere culturali profonde. Pregiudizi, stereotipi e resistenze continuano a produrre esclusione e isolamento. Per questo questa giornata non può ridursi a un rituale simbolico: deve diventare un momento di assunzione di responsabilità collettiva.
Trasformare i diritti in realtà è una scelta politica, prima ancora che amministrativa. Promuovere contesti accoglienti, accessibili e rispettosi delle differenze significa rafforzare la nostra democrazia. Significa costruire una società più giusta, in cui nessuno venga lasciato indietro e ogni persona possa vedere riconosciuto il proprio valore, vivendo con piena dignità.
Calogero Jonathan Amato – Dirigente Regionale PSI Sicilia
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
