Dopo il primo allarme nel Nord Italia, i bollettini aeronautici segnalano carenze anche a Brindisi, Reggio Calabria e Pescara. Viaggi estivi a rischio tra rincari e incognite logistiche.
Il sistema del trasporto aereo italiano trema sotto i colpi di una carenza di cherosene che inizia a estendersi a macchia d’olio. Quello che sembrava un episodio isolato legato alle festività pasquali si sta trasformando in un’allerta nazionale: sono saliti a sette gli scali che registrano una disponibilità limitata di carburante Jet A1, costringendo le compagnie aeree a manovre logistiche d’emergenza.
La mappa dei disagi: dal Nord al Sud
Nelle ultime ore, i Notam (i messaggi ufficiali di informazione aeronautica) hanno lanciato l’allerta per l’aeroporto di Brindisi. Il messaggio è perentorio: carburante non disponibile se non in quantità limitate, riservate esclusivamente ai voli di Stato, alle missioni di soccorso (SAR) e ai voli ospedalieri. Le compagnie civili dovranno praticare il cosiddetto tankering: caricare negli scali di partenza il carburante necessario anche per la tratta successiva, con un aggravio di peso e costi.
Situazione speculare a Reggio Calabria e Pescara, che si aggiungono alla lista dei “bollino rosso” aperta nei giorni scorsi da Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna. In questi ultimi scali, l’operatore Air Bp Italia aveva già annunciato una distribuzione contingentata, dando priorità ai voli a lungo raggio (superiori alle 3 ore) e alle emergenze.
Geopolitica e logistica: le cause del blocco
L’ombra della crisi mediorientale si allunga sulle piste italiane. Sebbene l’Enac abbia inizialmente ricondotto i disagi al picco di traffico pasquale, appare evidente il peso delle tensioni nello Stretto di Hormuz. L’Europa importa circa il 30% del suo cherosene e il blocco delle rotte nel Golfo Persico sta già pesando sulle forniture globali. Colossi come Ryanair e Lufthansa monitorano con apprensione: se il conflitto dovesse protrarsi fino a giugno, la stagione estiva potrebbe subire contraccolpi pesantissimi.
Estate 2026: il dilemma del viaggiatore
Oltre alle mete sconsigliate dalla Farnesina per i conflitti in corso (Ucraina, Medio Oriente, Sudan tra le altre), i turisti devono ora fare i conti con la “doppia penalizzazione” denunciata da Assoviaggi di Confesercenti:
- Costo del carburante ai massimi storici.
- Super dollaro, che rende i pacchetti turistici e il trasporto aereo molto più onerosi.
Il consiglio del Codacons: Per chi prenota un viaggio “fai-da-te”, il rischio cancellazione è concreto. Un’assicurazione specifica può costare fino all’8% del valore del viaggio. È bene ricordare però che, in caso di cancellazione del volo per carenza di carburante (responsabilità della compagnia), la normativa UE garantisce il rimborso del biglietto o la riprotezione su un altro volo.
L’incognita rimane la durata di questa carenza. Mentre gli scali asiatici sono già in sofferenza per la vicinanza alle rotte del greggio, l’Italia si interroga sulla tenuta del sistema. Se la crisi dovesse estendersi, il rischio non sarà solo il rincaro dei biglietti, ma una vera e propria riduzione delle frequenze dei voli proprio nel cuore della stagione turistica.
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