Le prime 24 ore di blocco degli autotrasportatori in Sicilia si chiudono con un bilancio in chiaroscuro: se da un lato la rete dei supermercati sta reggendo l’urto grazie alle scorte accumulate, dall’altro l’apprensione nelle direzioni commerciali della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) cresce di ora in ora. Il rischio di scaffali vuoti, sebbene non ancora realtà, è un’ombra che si allungherà sull’isola a partire dal prossimo fine settimana.
La situazione nei punti vendita è monitorata costantemente. Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza (marchio Coop), conferma che il flusso di merce ha già subito un dimezzamento:
“Oggi abbiamo ricevuto solo il 50% della merce. Il blocco del porto di Catania ci pone problemi diretti, ma abbiamo circa dieci giorni di autonomia sulle scorte. Il vero nodo critico saranno i prodotti freschi se il fermo proseguirà.”
Anche i vertici di Conad e Famila confermano che, per il momento, i magazzini sono pieni di beni di prima necessità (pasta, acqua, farina). Tuttavia, la preoccupazione per un’escalation è palpabile tra i dipendenti, anche se qualche catena rassicurino sulla regolarità attuale delle consegne.
Ortofrutta: il settore più vulnerabile
Il punto debole della catena è rappresentato dai mercati generali. Alberto Argano, presidente dei grossisti ortofrutta di Confcommercio Palermo, lancia l’allarme sul sistema di approvvigionamento:
- Dipendenza esterna: Il 40% di frutta e verdura (mele, pere, verdure a foglia) arriva dal Centro-Nord Italia.
- Costi in ascesa: Le tariffe dei trasportatori sono già aumentate del 10% a causa del caro carburante.
- Effetto tilt: Un blocco di cinque giorni consecutivi potrebbe mandare in corto circuito il sistema del “fresco”, impossibile da stoccare a lungo.
Psicosi e prezzi: il monitoraggio dei consumatori
Mentre nei corridoi dei supermercati si vedono i primi carrelli “da scorta”, spinti dal tam-tam sulle chat di messaggistica, Federconsumatori Sicilia avverte: lo sciopero presenterà comunque il conto. Il presidente Alfio La Rosa sottolinea che, oltre ai possibili disagi logistici, il fermo impatterà inevitabilmente sui prezzi finali, rendendo necessario un intervento immediato del Governo regionale e nazionale per calmierare i costi dell’energia e del gasolio.
Cosa accadrà nei prossimi giorni?
Tutto ruota attorno alle trattative tra i comitati di protesta e il Presidente della Regione, Renato Schifani. Se non si arriverà a una tregua entro giovedì 16 aprile, la “tenuta” dei magazzini siciliani verrà messa seriamente alla prova. Per ora, i discount e le grandi catene hanno risposto con lo stoccaggio preventivo di beni non deperibili, carta igienica, tovaglioli, scatolame, ma la sfida si sposterà presto sui banchi di macelleria e ortofrutta.
In sintesi: I supermercati hanno scorte per circa una settimana, ma i prodotti freschi inizieranno a scarseggiare già tra 48 ore se la situazione non si normalizzerà.
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