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Flotilla, la nave prigione e la panic room, catene a mani e piedi, botte e torture: il racconto choc di Mantovani e Carotenuto

Last updated: 21/05/2026 12:56
By Redazione 98 Views 11 Min Read
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I primi due italiani della Flotilla, sequestrati dalle forze israeliane, sono arrivati in mattinata all’Aeroporto di Fiumicino: “Ci picchiavano mentre dicevano ‘Welcome to Israele'”. Gsf: “Inviata al Garante la segnalazione per privazione arbitraria della libertà personale”

“Siamo stati di fatto sequestrati, poi bendati, incatenati e costretti in posizioni orribili, ci hanno poi trasportato su una nave definita nave prigione, ma era molto peggio: lì siamo stati spogliati, bagnati per passare notte al freddo sul ponte, senza coperte, malmenati. Ma prima di arrivare sul ponte siamo passati per una panic room”, dove – qui la voce si fa tremante. “Tre soldati belli grossi della marina israeliana ci hanno menati in ogni modo, hanno usato il teaser, c’è chi è stato colpito con un proiettile di gomma sul piede, torturato con la punta del fucile..”. È la prima cruda testimonianza degli italiani che hanno partecipato all’ultima spedizione della Flotilla e che sono riusciti a tornare dall’incubo del sequestro delle milizie israeliane.

Contents
I primi due italiani della Flotilla, sequestrati dalle forze israeliane, sono arrivati in mattinata all’Aeroporto di Fiumicino: “Ci picchiavano mentre dicevano ‘Welcome to Israele'”. Gsf: “Inviata al Garante la segnalazione per privazione arbitraria della libertà personale”“UN’ESPERIENZA TERRIBILE”“TORTURATE ANCHE DONNE E ANZIANI, ALCUNI HANNO SUBITO VIOLENZE SESSUALI”“IN AEROPORTO CON MANETTE A MANI E PIEDI, TRATTATO COME UN CRIMINALE”MANTOVANI: “IN CONTAINER A PANE E POCA ACQUA, SONO STATO GONFIATO DI BOTTE”FLOTILLA: “SPARI E SPERONAMENTO IN ACQUE INTERNAZIONALI, 30 ITALIANI TRATTENUTI”UNA SEGNALAZIONE DELLE TORTURE TRASMESSA AL GARANTE NAZIONALE“IL GOVERNO APRA UN’INDAGINE SUI TRATTAMENTI SUBITI”Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

LEGGI ANCHE: Flotilla gli attivisti trasferiti all’aeroporto di Eilat

A parlare è il deputato del M5S Dario Carotenuto che, insieme al giornalista del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani. è atterrato questa mattina all’aeroporto di Fiumicino . Ad attenderli un folto gruppo di giornalisti. Entrambi erano a bordo di una delle navi della Flotilla intercettate dagli israeliani e sono tra i 30 connazionali sequestrati e tenuti prigionieri dall’Idf. Per primi sono stati rilasciati e riportati in Italia di prima mattina, mentre si attende entro oggi il rientro degli altri italiani.

“UN’ESPERIENZA TERRIBILE”

All’aeroporto di Fiumicino Carotenuto e Mantovani sono arrivati attraverso un volo di linea da Atene: ad accoglierli, tra gli altri, i deputati Arturo Scotto (Pd) e del M5S, 
Arnaldo Lomuti, Francesco Silvestri, Andrea Quartini, Alessandra Maiorino e Valentina Dorso. Carotenuto si è detto “molto scosso” dall’esperienza “terribile” vissuta in questi ultimi giorni e conferma il clima di violenza subìto dagli attivisti quello emerso dalle immagini diffuse direttamente dal ministro israeliano Ben Gvir, immagini durissime che hanno fatto il giro del mondo e sollevato un caso diplomatico internazionale.

“TORTURATE ANCHE DONNE E ANZIANI, ALCUNI HANNO SUBITO VIOLENZE SESSUALI”

“A noi è andata anche bene- prosegue il parlamentare ai microfoni con i giornalisti- perché altri sono stati torturati, anche le donne e le persone anziane. Qualcuno ha riportato fratture, altri erano bendati per i colpi ricevuti in faccia. Altri ancora hanno subìto violenze sessuali”. E poi “Ci pestavano e ci dicevano ‘Welcome to Israel’, ha raccontato ancora turbato. “Ho preso un pugno in un occhio e dei calci. Ad un certo punto mi sembrava di non vedere più”: ha spiegato, chiarendo così che il suo ruolo parlamentare – noto ai militari- non lo ha salvato dalle violenze.

Anche quando lo hanno separato dal resto dei prigionieri, insieme a Mantovani, per trasferirlo in aeroporto, il tenore del trattamento non è cambiato: “A un certo punto ci hanno chiamato per numero, il mio era 147 (Ndr: un numero impresso in un braccialetto rosso, rimasto allacciato al polso del deputato). Ci hanno fatto avanzare mani in alto, incatenati mani e piedi, puntandoci contro i fucili, poi ci hanno preso per il collo e ci hanno fatto girare di spalle, sono stati i momenti più lunghi della mia vita. Poi ci hanno diviso”.

“IN AEROPORTO CON MANETTE A MANI E PIEDI, TRATTATO COME UN CRIMINALE”

Quindi, il deputato è stato lasciato 6 ore in una stanza “con l’aria condizionata a 17 gradi sparata in faccia” seduto su una sedia, su cui non poteva muoversi, “questo- ha aggiunto- è stato il trattamento di ‘favore’ che mi hanno riservato”. Poi “mi hanno portato in aeroporto con le manette alle mani e ai piedi, facendomi passare davanti a tutti come se fossi un criminale”: ha finito il racconto il pentastellato.

MANTOVANI: “IN CONTAINER A PANE E POCA ACQUA, SONO STATO GONFIATO DI BOTTE”

Anche il giornalista Alessandro Mantovani ha descritto quello che ha passato: “Sono stato tenuto a testa in giù, a Ben Gurion sono stato tenuto con le manette e le catene alle caviglie”. Ha poi confermato che, quando era a bordo della Flotilla in acque internazionali sono arrivati i militari a intercettarli, “prima di salire sulle nostre navi ci hanno sparato contro”. Poi sono stati portati in “un posto del terrore”, racconta: “Una nave prigione, ci hanno tenuti nei container, a pane e poca acqua. Io sono stato gonfiato di botte, preso a calci e cazzotti in faccia. E ai palestinesi fanno anche di peggio”. E i soldati, mentre picchiavano l’equipaggio internazionale della Flotilla, “ci dicevano Welcome to Israel”.

FLOTILLA: “SPARI E SPERONAMENTO IN ACQUE INTERNAZIONALI, 30 ITALIANI TRATTENUTI”

“Nel corso del 18 e 19 maggio 2026, le forze israeliane hanno intercettato in acque internazionali – tra le 250 e le 100 miglia nautiche dalla costa di Gaza – le imbarcazioni civili e disarmate della missione umanitaria Global Sumud Flotilla. Secondo quanto ricostruito, l’operazione ha previsto l’uso di spari e manovre di speronamento ai danni delle navi battenti bandiera italiana, prima di procedere all’abbordaggio forzato. Sette le imbarcazioni italiane coinvolte. Circa 450 partecipanti alla missione sono stati prelevati con la forza e ammanettati, tra cui 30 cittadini italiani, 4 residenti in Italia e 51 persone di altre nazionalità che viaggiavano su quelle stesse navi”. È quanto si legge in un comunicato della Global Sumud Flotilla.

“Dopo essere stati trattenuti a bordo di una nave militare israeliana in assenza totale di comunicazioni con l’esterno, i fermati sono stati trasferiti contro la loro volontà nel porto di Ashdod e quindi condotti in un centro di detenzione sotto il controllo delle autorità israeliane, dove si trovano tuttora- spiega il comunicato- Testimonianze e materiali video diffusi via stampa e social media documentano trattamenti inumani e degradanti all’arrivo nel carcere di Ashdod: persone bendate, costrette a posizioni umilianti, percosse, private di cure mediche e assistenza legale. In particolare, viene segnalata la presenza del ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, che avrebbe personalmente supervisionato le fasi di ingresso e registrazione dei detenuti, contribuendo ad alimentare un clima di intimidazione. Un comportamento che da solo basterebbe a qualificare questi atti come trattamenti inumani e degradanti ai sensi dell’art. 3 Cedu”.

UNA SEGNALAZIONE DELLE TORTURE TRASMESSA AL GARANTE NAZIONALE

“La vicenda è stata inquadrata giuridicamente come una privazione arbitraria della libertà personale, in violazione dell’art. 5 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dell’art. 9 del Patto internazionale sui diritti civili e politici. Le sette imbarcazioni battenti bandiera italiana ricadono sotto la giurisdizione esclusiva dell’Italia (art. 92 Unclos e art. 4 del Codice della Navigazione). Una segnalazione urgente è stata trasmessa da Global Sumud Italia al Garante Nazionale, nella sua qualità di Meccanismo Nazionale di Prevenzione della tortura (NPM)– sottolinea la Global Sumud Flotilla- L’atto chiede al Garante di: monitorare costantemente la situazione delle persone trattenute; Testimonianze video documentano i trattamenti inumani e degradanti riservati agli attivisti sequestrati in acque internazionali e deportati ad Ashdod: chiediamo alle istituzioni italiane ed europee di agire, di interrompere immediatamente i rapporti con Israele; attivare un’interlocuzione urgente con il ministero degli Affari Esteri, l’Unità di Crisi e le autorità consolari italiane in Israele; richiedere informazioni su condizioni materiali di detenzione e status giuridico; sollecitare un accesso effettivo a difensori di fiducia e a cure mediche indipendenti; attivare canali di cooperazione con altri Npm europei, il Sottocomitato Onu per la Prevenzione della Tortura (Spt) e il Cicr”.

“IL GOVERNO APRA UN’INDAGINE SUI TRATTAMENTI SUBITI”

Global Sumud Italia “chiede al governo italiano una condanna chiara dell’operazione militare in acque internazionali, il rilascio immediato di tutti i trattenuti e l’apertura di un’indagine indipendente sui trattamenti subiti.
All’Unione Europea viene chiesta l’adozione di sanzioni mirate contro Israele per le violazioni del diritto internazionale , a partire dalla sospensione dell’Accordo di associazione e dall’interruzione dei rapporti diplomatici e commerciali fino al ripristino del rispetto dei diritti fondamentali”.

Fonte Agenzia Dire www.dire.it

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Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista, divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando autonomamente il proprio giudizio.

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