La maggioranza di governo non rallenta il passo e accelera sulla riforma della legge elettorale, legata a doppio filo al progetto del premierato. Nonostante le forti critiche delle opposizioni e i dubbi sollevati da diversi costituzionalisti, i partiti di centrodestra scelgono di “tirare dritto”, delineando una formula che punta a blindare la stabilità dell’esecutivo. La novità principale emersa nelle ultime ore riguarda il meccanismo del premio di maggioranza: lo strumento rimane centrale nell’architettura della riforma, ma per farlo scattare la soglia minima di voti sale al 42%.
Il nodo del premio e la nuova soglia
Il cuore del dibattito resta il bilanciamento tra la rappresentatività democratica e la governabilità. Se nelle prime bozze e nelle discussioni sul premierato l’attribuzione dei seggi aggiuntivi era stata ipotizzata con criteri differenti – sollevando lo spettro di possibili rilievi di incostituzionalità per l’eccessiva distorsione del voto popolare –, l’accordo politico sembra ora convergere sulla quota del 42%.
In base a questo schema, la coalizione o la lista che supererà questa barriera otterrà automaticamente il premio necessario a garantire una maggioranza solida sia alla Camera che al Senato. Un argine che, nelle intenzioni della maggioranza, serve a scongiurare il rischio di un “vincitore con troppi pochi voti”, ma che per i critici rappresenta comunque una forzatura rispetto all’effettivo consenso espresso nel Paese.
Opposizioni sulle barricate
La mossa della destra ha immediatamente riacceso lo scontro parlamentare. Le opposizioni accusano il governo di voler cucire una legge elettorale “su misura” per blindare il potere, alterando la parità del voto. Dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, il coro è unanime: si contesta la scelta di procedere a colpi di maggioranza su regole del gioco che dovrebbero invece essere condivise. Sotto la lente d’ingrandimento finisce anche il rischio di un sistema che penalizzi eccessivamente le minoranze e che non rispetti i paletti già fissati in passato dalla Corte Costituzionale in materia di premi di maggioranza senza adeguate tutele.
Verso il voto
Il percorso parlamentare si preannuncia infuocato. Il centrodestra sembra intenzionato a non concedere deroghe sui tempi, intenzionato a portare a casa la riforma insieme al pacchetto di modifiche costituzionali. Con l’asticella fissata al 42%, la sfida politica si sposta ora non solo sui numeri in Parlamento, ma sulla capacità delle coalizioni di aggregare consenso nel Paese per raggiungere una quota che, con l’attuale frammentazione politica e l’alto tasso di astensionismo, resta complessa ma decisiva per governare.
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FOTO DI © DAIANO CRISTINI/SINTESI