Ci sono percorsi amministrativi che lasciano radici profonde.
È il caso del lavoro avviato a Caltanissetta dal 2020 dall’ex assessora alla Cultura, Marcella Natale, sotto la giunta Gambino: un’azione sinergica fulcro del “Patto di Caltanissetta per la Lettura”, motore propedeutico per traghettare la città verso la qualifica ministeriale di “Città che legge”.
Il percorso dal 2020 al successo nazionale
Il progetto ha preso il via nella primavera del 2020, in piena pandemia, unendo istituzioni, scuole e associazioni per portare i libri nei quartieri e fare della cultura uno strumento di inclusione.
Un insieme di tasselli preziosi riguardanti la stessa iniziativa negli anni dal 2020.
La solidità di questa rete territoriale ha portato Caltanissetta, nel 2021, a essere selezionata tra le sei città finaliste a livello nazionale per il titolo di “Capitale Italiana del Libro”, un traguardo prestigioso che ha dimostrato la capacità del territorio di competere ai massimi livelli culturali e che ha posto le basi per l’ottenimento della qualifica di “Città che legge”.
Oggi, questo scenario ideale si scontra con una realtà ben diversa.
L’Assessorato regionale per le Autonomie locali e la funzione pubblica, tramite un decreto firmato dall’assessore Elisa Ingala, ha autorizzato il riparto di 1,2 milioni di euro a favore di 53 Comuni siciliani che hanno ottenuto la qualifica di “Città che legge” per il triennio 2024-2026. Qui l’articolo
Scorrendo la mappa dei beneficiari, emerge un pesante divario che penalizza il centro Sicilia.
Zero euro a Caltanissetta e all’intero territorio nisseno, completamente esclusi dal finanziamento a vantaggio di borghi vicini come Enna, Aidone e Leonforte.
Non si tratta di un pregiudizio della Regione, ma di un’esclusione annunciata causata da omissioni interne a Palazzo del Carmine, dove la macchina burocratica e la governance politica hanno ignorato le scadenze e mancato i passaggi ministeriali chiave nei tempi stabiliti.
Un patrimonio andato in fumo
Il verdetto della Regione Siciliana rappresenta una battuta d’arresto drammatica, tutto il prezioso lavoro di semina, le rassegne, le alleanze con le scuole e i traguardi faticosamente raggiunti a partire dal 2020 dall’assessorato Natale sono, oggi, completamente andati in fumo.
La perdita di questo treno finanziario non è solo un danno economico, ma lo specchio di una continuità amministrativa spezzata, che cancella anni di sforzi e ricaccia la città all’anno zero della progettazione culturale.
Il video e del 2021 di Tfn Canala84
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