Sabato sera di paura e altissima tensione nel cuore del centro storico nisseno. Tra via Palermo e piazza Garibaldi si è scatenata una maxi rissa che ha coinvolto numerosi individui, trasformando le vie del centro in un vero e proprio campo di battaglia sotto gli occhi attoniti dei passanti e dei residenti della zona.
La segnalazione e la gravità dell’accaduto sono rimbalzate immediatamente sui social network, dove i cittadini hanno pubblicato video e immagini in tempo reale per denunciare l’ennesima serata fuori controllo. Sul posto sono scattati gli accertamenti e le indagini da parte della Polizia di Stato, che sta visionando i filmati delle telecamere di videosorveglianza pubblica e privata per identificare tutti i partecipanti e ricostruire i motivi che hanno fatto scattare la scintilla della violenza.
L’episodio di ieri sera non è purtroppo un caso isolato, ma si inserisce in una scia di eventi che sta ridisegnando la percezione della sicurezza a Caltanissetta, sollevando pesanti interrogativi sulla vivibilità dei quartieri storici.
La rissa di ieri segue a distanza di pochi mesi un altro gravissimo episodio avvenuto lo scorso marzo nei pressi dello storico mercato della Strata ‘a Foglia e via Maddalena Calafato, culminato con il ferimento a colpi di oggetti contundenti di tre giovani. La ripetitività di questi scontri stradali, spesso scatenati da futili motivi o da dinamiche di microcriminalità, dimostra che alcune aree del centro sono ormai strutturalmente fragili e inclini a esplosioni di violenza.
Il fatto che la notizia sia esplosa e sia stata documentata prima sulle bacheche Facebook che sui canali d’informazione tradizionali è il sintomo lampante di un cortocircuito. I residenti e i commercianti, ormai esasperati, utilizzano lo smartphone come uno strumento di difesa e di denuncia sociale.
C’è la netta sensazione di essere “sentinelle isolate” in un perimetro urbano che, dopo la chiusura dei negozi e con il calare del sole, rischia la desertificazione e la totale deregulation.I servizi straordinari di controllo del territorio, periodicamente disposti dal Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, vengono recepiti dalla cittadinanza come interventi temporanei (“tamponi”) che non risolvono il problema alla radice.
Commercianti e comitati di quartiere tornano a chiedere a gran voce contromisure strutturali:
–Un presidio fisso e interforze nelle ore calde della movida e della notte.
‘Il potenziamento dell’illuminazione pubblica nei vicoli adiacenti a corso Umberto I e via Palermo.
–Politiche di ripopolamento e rigenerazione commerciale per sottrarre il centro storico al degrado e all’illegalità, restituendolo alle famiglie e ai cittadini.
La Polizia prosegue intanto il lavoro di indagine sulla notte appena trascorsa, mentre in città monta nuovamente la polemica politica e sociale sulla necessità di risposte concrete e immediate.
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