Era il 26 gennaio 2026 quando una tempesta furiosa ha scosso profondamente l’opinione pubblica dei Nisseni.
A causa delle forti raffiche di vento e dell’usura del tempo, la statua del Cristo Redentore sulla collina di San Giuliano si è rotta, lasciando la grande croce visibilmente piegata e danneggiata.
Quella foto iconica ha fatto il giro dei social e dei siti di informazione locale, creando una ferita aperta nel panorama della vallata.
Oggi, a sei mesi da quel giorno, il destino della croce è avvolto nel silenzio più totale, uno dei tanti.
Nonostante le rassicurazioni iniziali, l’assenza di comunicati ufficiali o aggiornamenti sul restauro ha alimentato la crescente preoccupazione dei cittadini.
Guardando verso l’alto, i nisseni vedono ancora un’opera mutilata, un vuoto visivo e spirituale che rischia di diventare l’ennesimo simbolo dell’inerzia.
Ma il timore più grande della comunità è che la croce del Redentore possa subire lo stesso destino dei famosi “lampioni” scomparsi dal piazzale antistante il monumento, rivelando una preoccupante ripetitività nella gestione dei beni comuni a Caltanissetta.
Per capire meglio questa situazione, dobbiamo tornare all’amministrazione Ruvolo, dove si era già verificato un episodio simile e anche in quel caso, a causa del forte vento che colpì violentemente la collina, i lampioni storici rischiavano di staccarsi e furono prontamente rimossi per motivi di sicurezza e nel frattempo per restaurali.
La promessa, ieri come oggi, era chiara, una rapida riparazione nei magazzini e il successivo riposizionamento.
Il risultato? Dopo anni, non c’è più traccia di quei lampioni. L’intervento d’urgenza non ha mai avuto seguito e il piazzale è ancora in attesa di sapere che fine hanno fatto.
Ecco perchè iI cittadini esprimono il loro timore e no vogliono che la rimozione della croce diventi un’assenza permanente, come è successo con l’illuminazione del piazzale.
Il Redentore è parte dell’identità di Caltanissetta fin dal 1900, qui la descrizione, non è un vecchio oggetto da dimenticare in un magazzino comunale.
Di fronte a questa inquietante calma burocratica, i cittadini chiedono chiarezza all’amministrazione. È fondamentale avere risposte scritte e impegni chiari, prima che il tempo faccia svanire il ricordo di quanto accaduto.
Dov’è attualmente la croce del Cristo Redentore? È stato finalmente redatto e approvato un progetto di restauro e messa in sicurezza? C’è un capitolo di spesa o un finanziamento dedicato per coprire i costi dell’intervento? Quali sono i tempi certi per restituire alla comunità il suo simbolo integro?
Caltanissetta non può permettersi di perdere pezzi della propria storia nell’indifferenza generale, lasciando che interventi temporanei diventino, per pigrizia, mancanze definitive.
La collina di San Giuliano merita rispetto, cura e, soprattutto, risposte concrete.
Noi continueremo a tenere alta l’attenzione, sperando che nei prossimi mesi vedremo operai al lavoro sulla cima della statua e non solo polvere accumulata nei faldoni del Comune. Ad Maiora
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