Caltanissetta 401
  • Home
  • Cronaca
    • Cronaca Internazionale
  • Politica locale
    • Politica
  • Rassegna stampa
    • Economia e Finanza
    • Riflessioni
    • Riceviamo e pubblichiamo
  • Cultura ed Eventi
    • Concorsi
    • Scuola
    • Tecnologia
  • Sport
  • Altro
    • Dalla provincia e dintorni
    • Ricette tipiche
    • Salute & Benessere
    • Meteo
Reading: L’illusione del disinteresse: perché voltare le spalle alla politica è un danno a noi stessi
  • Seguici
Font ResizerAa
Caltanissetta 401Caltanissetta 401
Cerca
  • Home
  • Chi siamo
  • News
    • Cronaca
    • Politica locale
    • Cultura ed Eventi
    • Sport
    • Rassegna stampa
    • Salute & Benessere
    • Riceviamo e pubblichiamo
    • Dalla provincia e dintorni
Follow US
© Caltanissetta401 | Realizzato da Creative Agency
Caltanissetta 401 > News > Riflessioni > L’illusione del disinteresse: perché voltare le spalle alla politica è un danno a noi stessi
Riflessioni

L’illusione del disinteresse: perché voltare le spalle alla politica è un danno a noi stessi

Last updated: 05/06/2026 14:41
By Sergio Cirlinci 85 Views 7 Min Read
Share
SHARE

C’è una frase che risuona come un mantra nei bar, nelle piazze e sui social: “Tanto fanno quello che vogliono”. Un’espressione che liquida l’intera classe dirigente con un’alzata di spalle e che spesso fa da scudo a un diffuso disinteresse per la cosa pubblica. Ma a ben vedere, questo atteggiamento non è un atto di protesta: è un modo per non volersi bene, sia come cittadini che come persone. È la fotografia di un carattere predisposto a subire senza fiatare. Sarebbe un po’ come lasciare deliberatamente aperto il recinto e poi lamentarsi se le galline sono scappate.

Contents
La politica a chilometro zero: l’impatto del livello localeSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

Disinteressarsi della politica non la farà scomparire. Non significa che dobbiamo per forza candidarci o fare politica in prima persona, ma nemmeno possiamo fare finta che non esista. Piaccia o no, le decisioni prese nelle stanze del potere – attraverso le leggi e i decreti – tracciano i binari del nostro destino quotidiano.

Il ruolo di un cittadino non può limitarsi al gesto di barrare una casella sulla scheda elettorale ogni cinque anni, per poi dimenticarsene il giorno dopo. Informarsi costantemente è l’unico modo per capire se la fiducia che abbiamo riposto in “Tizio” o “Caio” sia stata ricambiata nei fatti o tradita.

La politica a chilometro zero: l’impatto del livello locale

Se a livello nazionale il discorso diventa così ampio, frammentato e complesso da rendere difficile seguire ogni singolo passaggio, è a livello locale che la politica smette di essere teoria e diventa carne e sangue. Nei nostri comuni, nei quartieri, tocchiamo con mano diretta l’impatto delle scelte amministrative. Il riscontro e le conseguenze sono immediati e influiscono sulla nostra vita in vari modi: economicamente, se parliamo di tasse comunali o gestione dei servizi, ma anche sulla qualità del tempo e dello spazio in cui viviamo (strade, parchi, scuole).

In una piccola realtà, i numeri permettono agli eletti di muoversi secondo la propria linea e fare ciò che dal loro punto di vista è corretto. Proprio perché si tratta di comunità ristrette, però, nessuno può o dovrebbe sottrarsi al giudizio dei cittadini. In fondo ci si conosce un po’ tutti: ci si incontra per strada, al bar, e ricevere critiche costruttive per qualcosa che non è stato fatto bene fa parte del gioco democratico.

Il compito del cittadino è esattamente questo: osservare, vigilare e, se necessario, criticare. Questo non significa volersi sostituire a chi è stato eletto. Purtroppo, si sente spesso rispondere una frase tipica: “Candidati tu, vediamo se ti votano e poi facci vedere cosa sai fare”. Questa è una reazione profondamente sbagliata. Chi è stato eletto ha il dovere di rispondere alle critiche, non può liquidarle sfidando il cittadino a prendere il suo posto. Chi governa ha l’onere della responsabilità; chi ha votato paga le tasse ha il diritto di chiedere conto del lavoro svolto.

Quando i cittadini smettono di vigilare, o peggio, giustificano l’ingiustificabile per appartenenza politica, autorizzano chi governa a sentirsi al di sopra di tutto.

Questo silenzio assenteista crea un’illusione ottica pericolosa: il politico si convince, spesso erroneamente, che l’intera città sia dalla sua parte. È in questo terreno fertile che nascono i piccoli ‘affaricelli’ personali, la convinzione di non essere scoperti o la certezza che, anche se dovesse scoppiare un’inchiesta giudiziaria, come quelle che purtroppo si stanno accavallando anche nella nostra realtà, basterà una scusa qualunque per essere creduti e riabilitati.

Ma questo scenario ha un nome ben preciso, e non si chiama democrazia.

Per uscire da questo circolo vizioso, è necessario ridefinire i modelli di comportamento di entrambe le parti in causa.

Il cittadino modello non è un attivista h24, ma una persona sveglia e presente, legge, si documenta, cerca di capire l’origine dei problemi prima di esprimere un’opinione, vigila senza aggredire, osserva l’operato dell’amministrazione e muove critiche basate sui fatti, non sugli insulti personali e capisce che il bene comune vale più del piccolo favore personale (il lampione riparato sotto casa propria scavalcando la fila per un documento.

Il politico modello è un amministratore che concepisce la carica come un servizio a termine, non come una posizione di privilegio, accetta la critica come uno strumento per correggere il tiro, senza arroccarsi o lanciare sfide infantili con i cittadini, semmai spiega il perché delle proprie scelte, specialmente quelle impopolari, rendendo conto di come spende i soldi pubblici. Ma soprattutto rifiuta il clientelismo, agisce secondo legalità ed etica, consapevole che il consenso va guadagnato con la buona amministrazione e non con la complicità del silenzio o delle promesse sottobanco.

A pensarci bene la democrazia è un muscolo, se non lo si usa si atrofizza.

Smettere di guardare cosa fa chi ci governa non ci rende liberi, ci rende solo sudditi inconsapevoli.

Riprendere a vigilare e a pretendere serietà, partendo dal basso, è il primo passo per tornare a volerci bene come comunità. Ad Maiora

——————

Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o

Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

You Might Also Like

Caltanissetta: Scoperto il perchè dei tanti silenzi di Palazzo del Carmine e di Caltaqua

La Nuova Rete Ospedaliera e il silenzio a Caltanissetta: Un enigma politico

Il Calvario della coerenza: tra rinnegati, galli che cantano e una città che resta al palo

“Curri quntu vù…”: La mano tesa o il peso del rimorso

La critica sia pubblica: Esercitate il diritto di replica

TAGGED:Riflessioni
Share This Article
Facebook Twitter Whatsapp Whatsapp Email Copy Link Print
Caltanissetta 401
Direttore responsabile 
Sergio Cirlinci

93100 Caltanissetta (CL)

redazione@caltanissetta401.it
P:Iva: 01392140859

Categorie

  • Cronaca
  • Cultura ed Eventi
  • Politica locale
  • Rassegna stampa
  • Sport

Categorie

  • Concorsi
  • Dalla provincia e dintorni
  • Finanza
  • Giovani e Università
  • Sanità

Link utili

  • Chi siamo
  • Privacy & Cookie Policy

Caltanissetta 4.0.1 è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Caltanissetta n.03/2024 del 21/08/2024. | Realizzato da Creative Agency

Username or Email Address
Password

Lost your password?