La Suprema Corte rigetta il ricorso della difesa ed esclude definitivamente la tesi della legittima difesa putativa. Matteo Salvini lancia un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la concessione della grazia.
La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha messo la parola fine a una delle vicende giudiziarie più dibattute e divisive degli ultimi anni in Italia. È diventata infatti definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per Mario Roggero, il gioielliere settantaduenne di Gallo di Grinzane (Cuneo) accusato del duplice omicidio di due rapinatori e del tentato omicidio di un terzo complice.
I giudici della Suprema Corte hanno respinto il ricorso presentato dai legali dell’imputato, confermando l’impianto accusatorio già avallato nei primi due gradi di giudizio presso i tribunali piemontesi.
La ricostruzione dei fatti e il verdetto giudiziario
I fatti risalgono al 28 aprile 2021. Una banda di tre malviventi fece irruzione nella gioielleria di Roggero armata di un coltello e di una pistola (rivelatasi successivamente un’arma giocattolo). Sotto la minaccia delle armi, il commerciante, la moglie e la figlia furono presi di mira e rapinati di diversi preziosi.
Tuttavia, la ricostruzione dei giudici che ha portato all’esclusione della legittima difesa (anche in forma putativa) si focalizza su quanto avvenuto nei momenti immediatamente successivi:
- L’inseguimento: Roggero uscì dal negozio inseguendo i rapinatori all’esterno, nel parcheggio adiacente, dove si trovava la loro auto di fuga.
- Gli spari: Il gioielliere aprì il fuoco contro l’abitacolo della vettura. Sotto i colpi caddero Giuseppe Mazzarino (58 anni) e Andrea Spinelli (44 anni). Il terzo uomo, l’autista Alessandro Modica, rimase ferito ma riuscì a salvarsi.
- L’assenza di pericolo attuale: Secondo quanto stabilito dai giudici d’appello e ora validato dalla Cassazione, “l’azione aggressiva da parte dei rapinatori era totalmente conclusa” quando Roggero ha premuto il grilletto. Di conseguenza, non vi era più alcun pericolo immediato o imminente per l’incolumità fisica del gioielliere o dei suoi familiari.
La difesa annuncia il ricorso a Strasburgo
Gli avvocati di Roggero, Stefano Marcolini e Sergio Rovani, hanno accolto la sentenza con forte amarezza:
“Siamo assolutamente sorpresi, estremamente delusi. Il ricorso era molto articolato e ritenevamo ci fossero buone speranze di ottenere una sentenza favorevole. Possiamo solo attendere le motivazioni e capire.”
I legali hanno fatto sapere che il gioielliere non attenderà l’ordine di carcerazione ma si costituirà immediatamente presso l’istituto penitenziario prescelto. Hanno inoltre ventilato la possibilità di portare il caso davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) di Strasburgo una volta analizzate a fondo le motivazioni della Suprema Corte.
Il dibattito politico e la richiesta di grazia
Il verdetto ha immediatamente riacceso lo scontro politico sul tema della legittima difesa e dei limiti della reazione privata di fronte alla criminalità.
Il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha preso posizione pubblicamente chiedendo l’intervento diretto del Capo dello Stato:
“Chiediamo la grazia per lui! Un padre, un nonno, un marito e un lavoratore per una vita che arriva a 72 anni per essere mandato in carcere perché ha reagito a un’aggressione nel suo negozio di famiglia. Ritengo ingiusta questa condanna. Farò il possibile perché gli venga concessa la grazia: un appello che rivolgiamo direttamente al signor Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.”
Salvini ha poi promesso nuove iniziative legislative volte ad ampliare ulteriormente la tutela legale delle vittime di furto o rapina, impedendo inoltre il risarcimento del danno ai parenti dei criminali feriti o uccisi.

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