Basta fare un giro sul sito del Comune e prendersi la briga di spulciare i verbali delle commissioni consiliari. Fortunatamente non tutte, è doveroso precisarlo, ma buona parte di esse. Ciò che ne emerge è un teatrino grottesco e costoso.
Sedute convocate con cadenza quasi giornaliera, prive spesso di un ordine del giorno, che si consumano in trenta minuti o qualcosina in più, per leggere e approvare i verbali delle sedute precedenti.
Nessuna idea, nessun progetto, zero risultati per la città. Un’autentica finzione burocratica a cui basta però un solo requisito fondamentale, la firma di presenza, e con quella firma, il contatore dei gettoni comincia a girare.
In Aula consiliare però si assiste regolarmente al solito teatrino, qualcuno si alza e fa elogi per il “gran lavoro svolto nelle commissioni”. Sia chiaro, per carità, non si vuol dire che siano inutili, ci sono per fortuna commissioni e consigliere/i che lavorano con serietà, rendendo ogni seduta proficua per la comunità.
Ma per qualcuna, la realtà è ben diversa. Volendosi riunire per forza ogni benedetto giorno, finiscono immancabilmente a corto di argomenti.
La politica si riduce così a un cinico “marcatura di cartellino” a spese dei cittadini, permettendo a parecchi consiglieri, per non dire quasi tutti, di raggiungere in tutta comodità il tetto massimo della remunerazione consentita.
È un discorso che facciamo da anni, ma dobbiamo amaramente constatare che questo“vizietto”si trasmette di consiliatura in consiliatura come una malattia cronica. Cambiano le facce, ma le mani bucate con i soldi altrui restano le stesse.
Ne avevamo parlato anche in questo articolo del febbraio 2026, dove parlavamo di un aumento del 263,74% in un solo anno.
Le commissioni non sono inutili, ci mancherebbe altro, sono il motore della macchina amministrativa. Proprio per questo servirebbe un briciolo di decenza e senso di responsabilità da parte dei Presidenti nel convocarle.
Se si sa già in partenza che per quel giorno non c’è nulla sul piatto oltre al solito compitino di approvare il verbale precedente, perché convocarle?
Ma chiedere un sussulto d’onestà intellettuale a chi si è persino aumentato il gettone di presenza del 68%, passato da 34,12 € a 52,14 €, è una pura illusione. È come mettere un affamato davanti a una teglia fumante di pasta al forno e pretendere che si limiti a guardarla o a mangiarne solo una forchettata. Una voracità istituzionale imbarazzante.
I numeri non mentono e lasciano il segno, la combinazione tra l’aumento spropositato del gettone e questa raffica incitante di convocazioni porta a un prelievo totale dalle casse comunali di circa 700mila euro l’anno.
Mentre a Caltanissetta ci sono famiglie e lavoratori che non sanno come arrivare a fine mese, che lottano tra bollette, disoccupazione e servizi essenziali ridotti ai minimi termini, in Municipio si stacca un assegno da quasi tre quarti di milione di euro all’anno per foraggiare spesso riunioni fantasma e chiacchiere a vuoto.
Tutto questo non è solo uno spreco intollerabile di denaro pubblico, è uno schiaffo in pieno volto a tutti i nisseni che faticano ogni giorno per tirare avanti.

Nota di redazione:
Nella foto qui sopra, estratta da uno dei tanti verbali presi a caso dal sito del Comune, e avremmo potuto pubblicarne diversi altri, abbiamo volutamente oscurato i nomi dei presenti. La nostra scelta nasce dalla volontà precisa di evitare che questo articolo venga letto come un attacco ad personam nei confronti di questo o quel consigliere. Ciò che ci interessa non è colpire le singole persone, ma denunciare con forza un sistema e un meccanismo di gestione del denaro pubblico che riteniamo inaccettabile. Ad Maiora
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