Arriva la stretta ai cosiddetti diplomifici e il primo decreto legislativo che fissa le nuove regole per l’accesso alle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria dopo l’abolizione dei test.
Il Consiglio dei ministri infatti ieri ha approvato un decreto legge che fissa una serie di paletti alle
“fabbriche di titoli”: è stato previsto che lo studente possa sostenere, nello stesso anno scolastico, al
massimo due anni in uno.
Inoltre è stato stabilito il divieto di costituire più di una classe quinta collaterale ovvero aggiuntiva attivata in una scuola secondaria superiore paritaria; l’impossibilità per le scuole di avviare le iscrizioni prima di essere autorizzate, l’obbligo dell’adozione del registro elettronico.
Nell’ultimo anno c’è stato un incremento delle revoche della parità del 10%.
«Stiamo tutelando i nostri giovani e assicurando che i diplomi rilasciati dalle scuole siano sinonimo
di reale preparazione e competenza. Vogliamo una scuola seria, dove i diplomi non si regalano.
Non sarà più possibile fare 4 anni in 1», ha ammonito il ministro, il quale ha spiegato che le novità entreranno in vigore già dal prossimo anno scolastico.
Sul fronte universitario invece, la ministra Anna Maria Bernini ha, come promesso, portato e fatto
approvare in Consiglio dei ministri il primo decreto sulla riforma per l’accesso a Medicina: viene
abolito il test d’ingresso e previsto un semestre ad accesso libero.
Tra le novità: i crediti formativi che dovranno essere conseguiti nei primi sei mesi, per sperare
di andare avanti, dovranno essere almeno 18.
Si potrà tentare di superare il ‘semestre filtrò non più di tre volte.
La riforma prevede l’iscrizione obbligatoria e gratuita ad un secondo corso di laurea dell’area di Scienza della Salute.
Le lezioni per il ‘semestre filtrò potranno essere in presenza e a distanza, a discrezione degli atenei.

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