Negli ultimi giorni, su tutto il territorio nazionale — da Milano a Torino, fino ai comuni della Puglia e della Calabria — è scattata l’allerta per una nuova e insidiosa campagna di smishing (phishing via SMS) che sfrutta la paura di sanzioni tributarie per svuotare il credito telefonico e rubare dati sensibili dei cittadini.
In cosa consiste il raggiro?
Il meccanismo è semplice ma psicologicamente efficace. Molti utenti stanno ricevendo sul proprio smartphone un messaggio di testo dal tono perentorio e urgente. Il testo standard segnalato dalle autorità è quasi sempre il seguente:
“La posizione TARI risulta irregolare. È richiesto un suo tempestivo contatto al numero [8934XXXX] per evitare aggravamenti.”
Il trucco dei numeri a sovrapprezzo
Il cuore della truffa risiede nel numero di telefono indicato (spesso iniziante con il prefisso 893 o simili). Si tratta di numerazioni a tariffazione speciale: chiamando anche solo per pochi secondi, l’utente si vede addebitare costi elevatissimi sul conto telefonico o sul credito residuo.
In alcuni casi, oltre al danno economico immediato, i truffatori tentano di ottenere durante la chiamata dati personali, codici fiscali o coordinate bancarie, fingendosi operatori dell’ufficio tributi comunale.
Come riconoscere la truffa
Le amministrazioni comunali (come quelle di Imola, Milano, Fasano e San Vito) e gli enti di riscossione hanno emesso comunicati urgenti per chiarire che:
- Nessun Comune invia SMS per notificare irregolarità sui tributi locali o per richiedere pagamenti urgenti.
- I canali ufficiali per le comunicazioni tributarie restano la posta ordinaria, la PEC (Posta Elettronica Certificata) o il portale istituzionale del Comune accessibile tramite SPID o CIE.
- I solleciti formali non arrivano mai tramite messaggistica istantanea (SMS o WhatsApp).
Cosa fare se ricevi il messaggio?
Se hai ricevuto questo SMS, la parola d’ordine è non interagire.
- Non chiamare assolutamente il numero indicato.
- Non cliccare su eventuali link presenti nel testo.
- Non fornire dati sensibili (codice fiscale, IBAN o password).
- Blocca il mittente e cancella immediatamente il messaggio.
- Fai uno screenshot e segnala l’accaduto alla Polizia Postale tramite il loro portale ufficiale.
Verificare la propria posizione
Se hai il dubbio di avere davvero pendenze con la TARI (la tassa sui rifiuti), non utilizzare mai i contatti forniti nell’SMS. Rivolgiti esclusivamente a:
- L’Ufficio Tributi del tuo Comune (cercando il numero sul sito ufficiale dell’ente).
- Il portale web del tuo Comune o dell’ente gestore dei rifiuti della tua zona.
- L’App IO (se il tuo Comune ha attivato le notifiche per i tributi).
Diffondi queste informazioni, specialmente tra parenti anziani o persone meno avvezze agli strumenti digitali, che sono spesso le vittime predilette di questi sciacalli informatici.
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