«Dal bonus salute a favore delle famiglie meno abbienti, all’efficientamento della climatizzazione nelle scuole, dalle misure antincendio, alle somme contro il caro energia e caro carburanti, al bonus affitti, solo per fare qualche esempio. Nel corso di questa variazione di bilancio gli emendamenti M5S sono stati letteralmente falcidiati, come forse mai era accaduto in passato. E perché? Sempre per il solito motivo: mancanza di fondi, salvo scoprire poi che i soldi per la politica e per le clientele li trovano sempre».
Lo afferma il coordinatore siciliano De M5S Nuccio di Paola, componente della commissione Bilancio che sta esaminando le norme della variazione in questi giorni in discussione all’Ars.
«Oggi dice – Di Paola – la maggioranza ha dato forse il peggio di se stessa col vergognoso emendamento approvato in Commissione che prevede l’aumento dei costi dei Liberi Consorzi con indennità aumentate ai presidenti e rimborsi previsti per i consiglieri».
«I soldi mancano per tutti – continua Di Paola – ma ci sono per garantire anche la grossa fetta di denaro da spartire ai deputati di maggioranza con quelli che ora chiamano Fit, ma che in realtà non sono altro che le vecchie mancette che a Sala d’Ercole non muoiono mai e che, a quanto pare, sono l’unico vero collante in grado di tenere assieme questa spaccatissima maggioranza. I siciliani? Dopo. Prima di tutto le clientele con le magnanime elargizioni ai Comuni amici senza nessun criterio perché anche il nostro emendamento, a firma di Adriano Varrica, che prevedeva criteri oggettivi per l’assegnazione dei fondi ai Comuni per non penalizzare quelli senza ‘Santi in Paradiso’, è stato bocciato».
«Io sono senza parole – conclude Di Paola – ma loro sono senza vergogna. Per mancanza di coperture hanno bocciato pure il nostro bonus salute che avrebbe garantito alle famiglie meno abbienti di curarsi, comprando le medicine e pagando le visite ed esami che questo governo non è stato in grado di assicurare in tempi brevi col servizio sanitario, visto che ancora sono vive e vegete le liste d’attesa che in quattro anni il governo Schifani ha combattuto solo a parole. Comunque non è detta l’ultima parola. In Aula sarà battaglia».
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.