Nel mirino dell’Istituto le dichiarazioni utilizzate per richiedere il sostegno. Le somme indebitamente percepite dovranno essere restituite a partire dal mese di settembre.
L’INPS stringe le maglie sui controlli relativi all’Assegno Unico e Universale, la misura di sostegno alle famiglie che per volume di risorse rappresenta la seconda prestazione erogata dall’Istituto subito dopo le pensioni. Con una nota ufficiale, l’Istituto ha annunciato l’avvio di una campagna informativa e di verifica mirata sulle dichiarazioni ISEE presentate con modalità “corrente”.
Cos’è l’ISEE corrente e dove nascono le incongruenze
L’ISEE corrente è lo strumento che consente di aggiornare il valore del calcolo ISEE ordinario in presenza di un peggioramento della situazione lavorativa o economica della famiglia. Mentre l’ISEE ordinario fa riferimento ai redditi e ai patrimoni di due anni prima, quello corrente riflette la situazione degli ultimi 12 mesi (o anche più recente).
Tuttavia, l’utilizzo inadeguato o erroneo di questo strumento può portare a calcolare un importo dell’Assegno Unico superiore a quello effettivamente spettante. Dalle ultime verifiche effettuate dall’INPS sono emerse diverse incongruenze e difformità tra i redditi autodichiarati e le banche dati a disposizione dell’Istituto.
Oltre 4.000 posizioni sotto l’attenzione dell’INPS
Le Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) finite sotto la lente d’ingrandimento sono circa 4.000. Gli utenti interessati riceveranno nei prossimi giorni una comunicazione individuale avente sia una funzione informativa, sia la finalità di sollecitare la regolarizzazione della propria posizione.
All’interno della comunicazione verrà indicata una data limite entro la quale sanare l’errore o fornire i chiarimenti necessari. Laddove le difformità vengano confermate, l’INPS procederà al ricalcolo della prestazione e al recupero degli importi non dovuti già a partire dal mese di settembre.
Un’attività di controllo ordinaria per la tutela del welfare
L’Istituto precisa che tali verifiche rientrano nelle ordinarie attività di contrasto agli indebiti e di prevenzione degli abusi. Data la mole complessiva delle prestazioni erogate, l’incrocio periodico dei dati registrati negli archivi risulta essenziale per garantire la corretta destinazione delle risorse pubbliche ed assicurare l’equità del sistema di welfare.
I numeri dell’Assegno Unico
Istituito nel 2022, l’Assegno Unico coinvolge oggi milioni di famiglie italiane:
- Nei primi sette mesi del 2026 sono stati erogati 11,6 miliardi di euro, destinati a 9,7 milioni di figli e 6,1 milioni di nuclei familiari.
- Nel 2025 la spesa complessiva su dodici mesi era stata di 19,8 miliardi di euro.
- L’importo medio per figlio registrato a luglio 2026 è pari a 177 euro, variando da un minimo di circa 58 euro (erogati a chi non presenta l’ISEE o supera la soglia massima di 45.575,71 euro per il 2026) a un massimo di 227 euro per la fascia di reddito più bassa (fino a 17.408,21 euro).
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