Un’altra voce libera viene definitivamente spenta in Russia. Il celebre quotidiano indipendente Novaya Gazeta ha annunciato la cessazione totale delle proprie attività nel Paese, mettendo fine a una storia di giornalismo d’inchiesta durata trent’anni.
“Siamo stati uccisi”: l’annuncio della redazione
Il tono della nota ufficiale pubblicata sul sito del giornale è di una drammaticità assoluta:
“Siamo stati uccisi. Il 9 novembre spegneremo le luci del nostro edificio, dove abbiamo vissuto per 30 anni, spegneremo i server e ce ne andremo. Il giornale non esiste più. Le autorità russe e i servizi segreti russi hanno costretto la redazione a cessare le attività”.
La testata ha denunciato un’azione coordinata e sistematica da parte del Cremlino e dell’apparato repressivo statale. Oltre alla lettera di sfratto dall’immobile storico, alle casse del giornale è stato inferto un colpo mortale con la disattivazione del sistema di donazioni online, privando la redazione di ogni forma di sostentamento finanziario. Tentativi di giustificazione legati a regolamenti interni delle banche respinti nettamente dalla direzione, che punta il dito contro l’influenza dei funzionari dell’FSB infiltrati nel tessuto economico e istituzionale.
L’escalation di pressioni e la stretta del Cremlino
Il percorso di sopravvivenza di Novaya Gazeta in patria era diventato un vero e proprio calvario giudizi percorribili e amministrativi:
- Il marchio di “agente straniero”: Già a inizio settembre la testata moscovita era stata formalmente inserita nel registro degli “agenti stranieri”. Un’etichetta infamante già affibbiata nel 2023 al cofondatore e Premio Nobel per la Pace Dmitry Muratov, costretto allora a lasciare la direzione (raccolta poi da Sergei Sokolov).
- Le inchieste e gli interrogatori: Nelle ultime settimane la morsa si era ulteriormente stretta, culminata a metà ottobre nell’interrogatorio durato ore dello stesso Sokolov nell’ambito di un procedimento penale contro un ex collaboratore.
- Il contesto post-invasione: Già nel 2022, all’indomani dello scoppio della guerra in Ucraina, il giornale era stato privato della licenza di pubblicazione ufficiale russa, continuando tuttavia a operare sul web e attraverso inchieste d’opposizione.
Cosa resta della testata?
Mentre cala il sipario sul lavoro in territorio russo, continua a operare dall’estero – seppur sotto la scure della censura di Mosca che l’ha dichiarata “organizzazione indesiderata” nel giugno 2023 – il progetto Novaya Gazeta – Europe, la redazione distaccata con sede a Riga e attiva nell’Europa orientale giunta al quarto anno di attività, che continua a rappresentare un punto di riferimento per l’informazione libera sulla Russia.
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